Il futuro è nelle carte degli Illuminati?

Le Carte degli Illuminati

Il creatore di giochi di ruolo Steve Jackson nel 1990 ha progettato il suo "gioco" “Illuminati - Il Nuovo Ordine Mondiale”, o “NWO” in breve. Jackson ha creato un gioco molto simile al piano degli Illuminati che spinge il mondo verso un nuovo ordine liberale. Jackson ha commercializzato delle carte da gioco che preannunciano eventi che si sono realmente verificati.

Steve Jackson conosceva così bene il piano degli Illuminati che ha subito una incursione da parte dei servizi segreti, i quali hanno cercato di ostacolare la pubblicazione del "gioco" di ruolo. Come si evince consultando gli estratti del raid dei Servizi Segreti, questi erano interessati al file intitolato “illuminista BBS”. Qui l’estratto:
“La mattina dell'1 marzo [1990], senza preavviso, una squadra armata di agenti dei Servizi Segreti U.S.A., accompagnata dalla polizia di Austin e da almeno un civile ‘esperto’ della compagnia telefonica – ha occupato gli uffici della Steve Jackson Games ed ha cercato le attrezzature informatiche. Gli è stata perquisita la casa. È stata sequestrata una grande quantità di materiale , tra cui quattro computer, due stampanti laser, alcuni dischi rigidi e molte altre periferiche sono state perse. In uno dei computer era installato il file Illuminista BBS “.

L’azienda, “S.J. Games” ha vinto la causa in tribunale, ma solo dopo aver rischiato la bancarotta. L’inchiesta era centrata sul tema della “frode” a causa di hacker che avrebbero commesso attività illegali e per aver promosso la newsletter hacker, “Phrack”. Il giudice ha sentenziato frettolosamente il verdetto, multando la S.J. Games per 50.000 $ oltre ai 250.000 $ di spese legali. Sorprende la quantità di denaro richiesta per un caso così irrilevante.

La cifra di denaro così esorbitante mostra però che il Governo ombra, oggi noto come Deep State, era preoccupato per la pubblicazione del "gioco" di carte della S.J. Games ed ha cercato un pretesto qualsiasi per perquisire e rubare il materiale alla S.J Games. La mossa per svelare i piani degli Illuminati era troppo precoce per rivelare così tanti dettagli 11 anni prima dell’11 settembre 2001.

Questo gioco è stato ideato agli inizi del 1990 ed è stato pubblicato nel 1995, diventando un best seller. Nel suo sito Web Steve Jackson dichiara: "Nel 1994, vennero rielaborati i vecchi concetti degli Illuminati per trasportare le loro idee nell’universo delle carte da gioco. NWO (Illuminati: Il Nuovo Ordine Mondiale) è diventato il più grande successo della società. Nel 1995 il gioco NWO vinse il premio Origins Award come miglior gioco di carte collezionabili dell’anno".

Gli Illuminati si resero conto che l'istruzione pubblica obbligava gli studenti a leggere testi importanti, i quali argomenti spaziavano in tutti i campi dello scibile umano. Questi studenti, generalmente, diffidavano dei governi che perseguono il liberalismo e delle autorità governative. Chiaramente, i padroni del vapore dovettero ottenere il controllo del sistema scolastico pubblico dalla sua fondazione in poi, per realizzare il sogno di un governo mondiale, i cui sudditi sarebbero stati docili e accondiscendenti. D'altra parte, il raggiro della popolazione è funzionale al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Già nel 1911, gli Illuminati cominciarono ad acquistare le case editrici dei libri, ottenendone il controllo globale alla fine della prima guerra mondiale. Una volta ottenuto il controllo dei libri di testo, a poco a poco, cominciarono a riscrivere la storia (carta "Rewriting History"). Gli studenti dalla seconda guerra mondiale in poi hanno ricevuto un'istruzione sempre più scadente e, successivamente, è stato introdotto il concetto del sei politico.



Fra le varie spiegazioni proposte, la più convincente è che il creatore del gioco, Steve Jackson, abbia ricevuto informazioni riservate da qualcuno che era a conoscenza diretta dei progetti che circolavano nell’ambito del “Nuovo Ordine Mondiale”. È possibile che Jackson sia stato usato come “altoparlante inconsapevole“, a cui vengono passate informazioni da diffondere, in modo apparentemente triviale, con l’intento di rafforzare la percezione pubblica del potere di tale classe dirigente. Oppure l'autore potrebbe appartenere all'ordine liberale euro-atlantico, o ancora può essere una persona che cerca solo di sfruttare commercialmente certe informazioni di cui, in qualche modo, è venuto in possesso. In fondo, la Steve Jackson Games dichiara un reddito lordo annuo superiore ai due milioni e mezzo di dollari.

Il caso di Jackson ricorda quello di certi libri “fortunati”, come ad esempio “Il Candidato Manciuriano”, che hanno saputo descrivere in anticipo vicende che si sono poi concretizzate.

Vi sono anche autori dotati di intuito particolare, che percepiscono in anticipo talune onde di “sentire collettivo”, come ad esempio quello de “Il Nome della Rosa”, oppure quello del “Codice da Vinci”, che sfruttano al meglio il nascente interesse popolare per certi argomenti “occulti”, o comunque occultati. In alcuni casi diventa addirittura difficile capire quanta informazione originale esista fra le righe di un libro e quanta invece sia il riflesso di quel sentire collettivo, introdotto - consciamente o inconsciamente – dallo stesso autore nelle sue pagine.

In realtà, a ben guardare, le carte degli Illuminati non rappresentano nulla di stupefacente, se non l’eventuale conferma che ciò che accade nel mondo sia spesso il risultato di una precisa volontà di un ristretto gruppo di persone.

Vi è anche una possibilità più remota, più difficile però da sostenere in modo analitico: che l’autore non riceva affatto informazioni esterne, ma che sia dotato di particolari “poteri di preveggenza“, che gli permetterebbero di visualizzare in anticipo eventi che poi accadono nella realtà. A sua volta, si potrebbe teorizzare che questo tipo di preveggenza consista nella capacità di accedere ad un insieme di archetipi, che esisterebbero fuori dalla nostra dimensione spazio-temporale, i quali vengono ad assumere le forme specifiche degli eventi che poi accadono nel nostro tempo. In questa ottica si può anche spiegare un fenomeno come quello di Nostradamus, le cui quartine, più che anticipare eventi specifici, sembrano rappresentare archetipi universali, sufficientemente dettagliati però da poterli applicare in seguito a certi fatti realmente avvenuti.

Qui però dobbiamo fermarci, perchè stiamo entrando in un territorio assolutamente ipotetico, che non ci permette di utilizzare il metodo analitico, e ci offre risposte che possono avere al massimo un valore individuale.
Di certo possiamo affermare una cosa: col prosieguo del cammino dell’umanità, scopriamo che è sempre più grande il numero di cose che non conosciamo rispetto a quelle che conosciamo. E questo è già un notevole passo in avanti, volendo, che ci può almeno liberare da quell’ignoranza, travestita da falso sapere, che ci offusca costantemente la vista.

Ma chi sono questi burocrati illuminati? La minoranza installata al vertice delle democrazie euro-atlantiche è quella ristretta oligarchia finanziaria basata sull’asse Londra-New York, che si avvale della massoneria speculativa come cinghia di trasmissione in tutto l’Occidente: organizzazioni come il Council on Foreign Relations, Chatman House, Bilderberg, Trilateral, etc. etc., sono alcune manifestazioni di quest’élite, ma non c’è alcun dubbio che ce ne siano altre ancora più ristrette ed influenti, di cui pochi conoscono il nome. Lo speculatore di origini ebraiche George Soros, per esempio, è solo un personaggio di facciata. Il vero potere si cela qualche gradino più in alto nella piramide gerarchica. Il gruppo degli Illuminati parrebbe comprendere anche Adriano Olivetti, “il mago”. Si noti il passato del poliedrico impreditore eporediese: in stretto contatto con i servizi segreti inglesi già durante la guerra (nome in codice “Brown”), vicino ad esponenti del Partito d’Azione come Ferruccio Parri, sostenitore delle idee euro-federaliste di Altiero Spinelli, Olivetti è pienamente ascrivibile a quel milieu dell’alta borghesia “laica” (cioè iniziata alla massoneria) e anglofila. Di più. Scalfari lo definisce “il mago”, perché Olivetti, come Mattioli, appartiene a quel mondo occulto-esoterico (messianesimo ebraico, divinità femminili, astrologia, dottrine di George Gurdjieff e Carl Jung, etc.) che conta tra le sue fila i massimi rappresentanti dell’establishment italiano “laico e liberale”.

Divagazioni sul gioco

La strategia della globalizzazione è un piano definito da decenni, forse da secoli. Ciò che a molti sembra un incedere casuale della storia è in realtà frutto di potente programmazione da parte di un “gruppo di pazzi illuminati” come notoriamente attestato da uno di essi.

Il traguardo è ricostruire la Torre di Babele ricreando una sola razza di schiavi “microchippati” ubbidiente alla unica elite di padroni. Una sola lingua, l‘inglese “globish” e una monoreligione, quella satanica. Un’unica economia, con una sola cultura sul modello iperedonista “Madonna e Schwarzenegger”. Inoltre un governo mondiale di stampo nazista sorretto dalla legge marziale, assoluto e incontrovertibile, come quello che ci hanno insegnato a odiare nei filmoni di guerra.

Il progetto degli Iluminati è nascosto ma il soffio di Satana li costringe in qualche modo ad esternare la loro l’inestinguibile superbia che li acceca come il desiderio di potere. Il superbo, infatti, è una persona innamorata di una superiorità, vera o presunta, che vorrebbe assolutamente riconosciuta dagli altri.

Perciò a qualcuno di loro sfugge qualche “confessione” del piano in atto. Verso dei “prescelti” che per intelletto possono fare trapelare qualche dato, ma sempre su un piano indiretto, fantastico, ludico affinché la massa non comprenda il vero significato di ciò che viene posto sotto i loro occhi.

Questa gente, che arde al crudele fuoco dell’Inferno, si nutre di simboli alfanumerici e iconici secondo i canoni della numerologia e dell’occultistica.

I terremoti provocati servono ad uno degli obiettivi rivendicati da un’altra carta fondamentale del gioco “population reduction”. Che si ottiene anche attraverso il controllo delle malattie creando epidemie catastrofiche (carta “center for disease control”).

Inoltre le “pandemie” fanno crescere i profitti delle società farmaceutiche, un modo per manipolare l’andamento dei mercati azionari (carta “market manipulation”). Si osservi il grafico dell’indice Nasdaq. Si prenda in esame il presidente Bernard Madoff (!) e la famosa bolla speculativa sulle “dotcom”, che iniziò a settembre del 1998 e si concluse con i tragici eventi di New York, dopo esattamente tre anni. Anni durante i quali gli speculatori “illuminati” poterono spuntare guadagni ingentissimi lasciando poi il “parco buoi” seppellito sotto le macerie delle “Torri Gemelle”. Penso anche che i due grattacieli, che si stagliavano come un gigantesco numero 11, furono pensati fino dall’inizio per fare la fine che hanno fatto. Idem per il Pentagono, colpito esattamente 60 anni dopo la posa della prima pietra avvenuta l’11 settembre del 1941. La carta “market manipulation” ha pertanto una duplice valenza, dato che si riferisce anche all'assalto speculativo compiuto ai danni della Deutsche Bank il 1 luglio del 2016.

Che altro c'è di interessante tra le carte del gioco?
Una carta del gioco spiega che una carta è falsa. La carta falsa potrebbe però essere la stessa carta che spiega che una carta è falsa. “Kill for peace” è la carta che annuncia l'avvento della rivoluzione mondiale; “Combined disasters”, una catena di avvenimenti terroristici inscenati allo scopo di portare avanti l’Agenda, lo sono gli attentati di Londra, Madrid, Bombay. Oltre ad attentati “selettivi” in Iraq, Pakistan e Afghanistan per scatenare l’astio latente tra i popoli o religioni, giustificare l’intervento “conciliatore”, in realtà ulteriormente destabilizzante dei “pacificatori”.

La “political correctness” è quella gabbia senza sbarre di deformazione paranoide della realtà secondo la quale non è lecito affermare che i Rom rubano anche se corrisponde a pura verità, oppure secondo cui se un bianco ammazza un negro è un razzista; se avviene il contrario è sempre colpa del bianco che non ha sufficientemente “integrato” quell’altro.
E tutti coloro che si oppongono alla globalizzazione ed alla sua base strutturale, L’IMMIGRAZIONE, vengono inesorabilmente tolti di mezzo. La carta si chiama “death to all fanatics”. Vittime risapute Pim Fortuyn e Joerg Haider, ma nel passato nei vari paesi numerosi intellettuali, politici e pensatori furono uccisi perché avevano intuito nella società multirazziale il germe del NWO ed i pericoli di destrutturazione che ne derivano. Questi omicidi sempre mascherati da “incidenti”, “iniziative di pazzi isolati”, “suicidi” o “ malattie improvvise”. Invece, per citare in italia, Andreotti, Napolitano, Gelli, Levi Montalcini, sono invece divenuti più che ottuagenari senza patema.

TERRAPIATTISTI


I dubbi riguardanti la forma del pianeta sul quale viviamo sono emersi sui social network, come al solito negli Stati Uniti, solo a partire dal 2015. Come faceva Steve Jackson a sapere, con vent'anni di anticipo, che sarebbe emerso il tema della Terra Piatta? Il titolo della carta è subdolo perché anziché essere "Terra Piatta", è "terrapiattisti", a suggerire la semplice presenza di una risoluta minoranza di studiosi che credono che la Terra non sia sferica, piuttosto che confermare la dottrina della Terra piatta. L'immagine è sarcastica perché mostra una barca a vela che precipita da un piano quadrato sospeso nello spazio siderale. La didascalia, sorprendentemente, sembra invece rincuorare i terrapiattisti, dato che recita "la gente ride ma i terrapiattisti sanno qualcosa...". In ogni caso risulta difficile poter affermare che gli oceani curvino.

TERRORISTA NUCLEARE




Questa carta è una delle più sconvolgenti, specialmente alla luce del fatto che questo gioco ha fatto la sua comparsa nel 1995! Come ha fatto Steve Jackson a sapere che le torri gemelle del World Trade Center sarebbero state attaccate? In effetti, questa carta raffigura con precisione l’attacco al World Trade Center.
Il primo attentato al World Trade Center risale al 1993, indicando che un progetto di un attentato con esplosivi alle Torri Gemelle dovesse essere in circolazione almeno da quella data (che precede la pubblicazione del gioco di carte).
La foto rappresenta:

* La torre che effettivamente sarebbe stata colpita per prima; è l’istantanea tra il momento in cui è stata colpita la prima torre ed i momenti precedenti all’attacco della seconda.

* La carta illustra con precisione che il luogo d'impatto è ad una certa distanza dal tetto della prima torre colpita. L'aereo ha colpito proprio la stessa zona! Come avrebbe fatto Jackson a sapere dettagli del genere?

* Il titolo della carta identifica correttamente gli autori dell'attacco come “terroristi”

Tuttavia, cosa indica il titolo di questa carta? “Terrorista nucleare”. Che significa? Le Torri Gemelle non sembrano essere state distrutte da ordigni atomici, o si? Ci si potrebbe domandare se un piccolo ordigno nucleare sia stato posizionato alla base delle Torri per farle saltare. Una micro-esplosione nucleare spiegherebbe il modo improvviso in cui il cemento armato e lo scheletro d’acciaio si siano semplicemente ridotti in polvere. Questo tipo di esplosione nucleare spiegherebbe anche il caldo tremendo che ha soggiornato a “Ground Zero” per diversi mesi dopo l’11 settembre. È stato appurato che, assieme all'ordigno nucleare, sono state usate armi esotiche tuttora sotto indagine. Le fiamme nei parcheggi del WTC sono rimaste accese a distanza di mesi dall'accaduto, come se fossero continuamente alimentate dalla presenza di una sostanza incendiaria creata artificialmente (per esempio la nano-termite, che viene fabbricata solo in alcuni stabilimenti del Mossad). Lo stesso termine "Ground Zero" non era mai stato usato prima dell'11 settembre 2001 per identificare il complesso del World Trade Center ed è un termine militare che descrive il punto in cui si fa detonare un ordigno con capacità esplosiva. I primi testimoni che hanno usato il termine Ground Zero sono stati i giornalisti delle televisioni commerciali che hanno commentato in diretta quanto avveniva a New York. L’unico vero attentato che è stato realizzato (con veri morti e feriti durante il fatto e in seguito a causa del fatto) dal 2001 ad oggi è stato quello dell’11 settembre 2001, attentato organizzato dai servizi segreti israeliani, il famigerato Mossad.

La cosa sconvolgente è che, però, i grattacieli sono stati colpiti da missili scagliati da jet e non da aerei di linea (si veda l’unico filmato che riprende il jet su disinformazione.it di Marcello Pamio). In pratica le immagini degli aerei non sono altro che realizzazioni grafiche concepite in tempo reale con software di realtà aumentata, come Avid, sovrapposte alle riprese, mentre un jet lanciava un missile contro la seconda torre. Difetto grafico nel rendering dell'animazione prodotta dal software Avid (ironia del destino nel nome del software?):
https://www.youtube.com/watch?v=btfah9fgceE
George W. Bush pensò che l'attentato non avrebbe destato dubbio alcuno in merito ai suoi artefici, ma il Demiurgo lo sorprese. Si presti attenzione all'espressione che comparve sul volto del Presidente nel filmato sotto riportato; per qualche istante Bush pensò di essere stato tradito dai suoi stessi collaboratori, perché gli alunni intonarono una filastrocca dal significato recondito proprio mentre il jet militare colpì la seconda torre con un missile:
https://www.youtube.com/watch?v=NzQP7mbrLmM
La filastrocca apparentemente insensata che venne intonata dai bambini, sotto lo sguardo attonito del Presidente, consiste nelle parole "Aquilone-acciaio-colpire-aereo-deve".

Le rivelazioni sui profitti ottenuti con l’insider trading in relazione agli attacchi dell’11/9 puntano ai livelli più alti del mondo degli affari USA e della CIA.

Nelle poche ore immediatamente seguenti agli attacchi vi furano resoconti della CNN su insider trading alla Borsa di New York. Cioè, sembra che qualche grosso investitore abbia saputo in anticipo degli attacchi ed abbia venduto prima.
Le cifre alla Borsa di New York sembrano indicare chiaramente che QUALCUNO ha fatto l’insider trading. Ma chi? Per le autorità con pieni poteri investigativi questo dovrebbe essere uno degli aspetti più semplici delle indagini. E se potesse essere scoperto chi ha fatto l’insider trading avremmo una chiara idea su chi sapeva in anticipo degli attacchi ed avremmo una buona traccia per trovare i colpevoli. L’importanza di tale prova è stata sottolineata nei resoconti della CNN.

Bisogna proprio essere fortunati per fare 4 miliardi di dollari con un bel colpo su un investimento di 6 mesi da 124 milioni di dollari.

Larry Silverstein è il magnate immobiliare newyorkese che acquistò l’intero complesso del World Trade Center proprio 6 mesi prima degli attacchi dell’11 settembre. Quella fu la prima volta che nei 33 anni di storia del complesso vi fu un cambio di proprietà.

Il primo ordine del giorno di Mr. Silverstein in qualità di nuovo proprietario fu di sostituire la compagnia responsabile della sicurezza del complesso. La nuova compagnia che venne ingaggiata fu la Securacom (ora Stratasec). Il fratello di George W. Bush, Marvin Bush, era nel consiglio d’amministrazione e il cugino di Marvin, Wirt Walzer III, ne era il direttore generale. Secondo documentazioni pubbliche, la Securacom, non solo forniva sicurezza elettronica al World Trade Center, ma forniva copertura al Dulles International Airport e alla United Airlines, due protagonisti chiave negli attacchi dell’11/09.

La compagnia era appoggiata da una società d’investimenti, la Kuwait-American Corp., anch’essa legata per anni alla famiglia Bush.

La KuwAm fu legata finanziariamente alla famiglia Bush fin dalla Guerra del Golfo. Uno dei direttori e membro della famiglia reale del Kuwait, Mishal Yousef Saud al Sabah, fece parte del consiglio della Stratasec.

Facciamo ora una considerazione: i membri di una esigua cricca possedevano il WTC, ne controllavano la sicurezza dei sistemi elettronici, e anche la sicurezza non solo di una delle linee aeree i cui velivoli vennero dirottati l’11/09, ma dell’aeroporto dal quale provenivano.

L'ufficio di Larry Silverstein si trovava proprio nel complesso del WTC. Quella mattina la moglie di Silverstein aveva prenotato una visita dal dentista per il marito, così l'uomo non si recò mai al lavoro.

Un’altra piccola “coincidenza” – Mr. Silverstein, che diede un acconto di 124 milioni di dollari su questo complesso da 3,2 miliardi di dollari, lo assicurò prontamente per la cifra di 7 miliardi di dollari. Non solo, assicurò il complesso contro “attacchi terroristici”.

A seguito degli attacchi, "Lucky" Larry Silverstein presentò due richieste di indennizzo per la cifra massima della polizza (7 miliardi di dollari), basate, secondo il parere di Silverstein, su due attacchi separati. La compagnia assicurativa Swiss Re, diede a Mr. Silverstein un risarcimento di 4.6 miliardi di dollari – un principesco compenso per un investimento relativamente misero di 124 milioni di dollari.

C’è dell’altro. Vedete, le World Trade Towers non erano proprio quell’affare immobiliare che siamo portati a credere. Da un punto di vista economico, il Trade center – sovvenzionato fin dall’inizio dal New York Port Authority – non ha mai funzionato, né si intendeva farlo funzionare, indifeso nel disordinato mercato immobiliare. Come non faceva a esserne al corrente il Gruppo Silverstein?

Le Torri avevano bisogno di ristrutturazione e migliorie per un totale di 200 milioni di dollari, gran parte dell’ammontare relativo alla rimozione e rimpiazzo dei materiali edilizi dichiarati rischiosi per la salute fin già negli anni quando le Torri vennero costruite. Era ben risaputo dalla città di New York che il WTC era una bomba all’amianto. Per anni il Port Authority trattò l’edificio come un vecchio dinosauro, cercando in diverse occasioni di ottenere i permessi per demolire la costruzione per motivi liquidità, mai concessi a causa dei risaputi problemi riguardanti l’amianto. Inoltre si sapeva benissimo che l’unico motivo per cui la costruzione stava ancora in piedi fino all’11/09 era perché sarebbe stato troppo costoso smantellare le Twin Towers piano per piano dato che al Port Authority venne impedito legalmente di demolire gli edifici.

Il costo stimato per smontare le torri: 15 miliardi di dollari. Solo il materiale da impalcatura per l’operazione venne stimato sui 2.4 miliardi di dollari!

In poche parole, le Twin Towers erano strutture condannate.
Che cosa conveniente, quindi, quell'attacco “terroristico” che le ha demolite completamente.

L’edificio 7 era parte del complesso del WTC, e coperto dalla stessa polizza assicurativa. Questa struttura di 47 piani, in acciaio, che non venne colpita da un aereo, crollò misteriosamente su se stesso a caduta libera, otto ore più tardi nello stesso giorno – esattamente nello stesso modo delle Twin Towers.

Come è potuto accadere?
Mr. Silverstein diede involontariamente al mondo la risposta con un lapsus freudiano durante un’intervista al canale PBS, un anno dopo: «Mi ricordo di aver ricevuto una chiamata dal comandante dei vigili del fuoco, che mi informava di non esser sicuro che sarebbero stati in grado di contenere l’incendio e io dissi, "abbiamo avuto un numero tremendo di vittime, forse la cosa più intelligente da fare è tirarlo giù". E presero questa decisione e assistemmo al crollo dell’edificio».

Chiunque ne sappia un po’ sulle costruzioni può affermare: “tirar giù” nel gergo industriale sta per demolizione controllata.

Una cosa è certa, la decisione di “tirar giù” il WTC 7 avrebbe reso felici molte persone.

World Trade Center 7.
Non dimenticate... che nessun aereo ha colpito questo edificio.

Specialmente perché era stato riferito che migliaia di dati sensibili riguardanti alcune delle più grandi truffe finanziarie della storia – comprese Enron e WorldCom - erano depositate negli uffici di alcuni inquilini dell’edificio:

- US Secret Service
- NSA
- CIA
- IRS
- BATF
- SEC
- NAIC Securities
- Salomon Smith Barney
- American Express Bank International
- Standard Chartered bank
- Provident Financial Management
- ITT Hartford Insurance Group
- Federal Home Loan Bank

La Security and Exchange Commission [SEC: Commissione di controllo sui titoli e la borsa] non ha quantificato il numero di casi effettivi nei quali dati sostanziali vennero distrutti dal crollo del WTC 7.

L’agenzia di stampa Reuters e il Los Angeles Times pubblicarono resoconti che li stimavano tra i 3.000 e i 4.000. Includevano la più importante tra le inchieste dell’agenzia sui metodi con i quali le banche d’affari si spartivano le azioni più appetibili appena immesse sul mercato durante il periodo del boom dell’high-tech. …“Le investigazioni in corso al New York SEC ne verranno influenzate clamorosamente perché gran parte del loro è un lavoro di documentazione intensivo”, disse Max Berger della Bernstein Litowitz Berger & Grossman di New York. “Per quei casi è una sventura”.

Citygroup afferma che alcune delle informazioni che la commissione sta cercando (circa WorldCom) vennero distrutte nell’attacco terroristico dell’11 settembre al World Trade Center. Salomon aveva degli uffici nell’edificio 7 del World Trade Center. La banca riferì che i nastri delle registrazioni delle e-mail della società a partire dal settembre 1998 fino al dicembre 2000 erano archiviate nell’edificio e distrutte nell’attacco.

Nell’edificio 7 del WTC vi era il più grande ufficio del territorio dei Servizi Segreti USA, con più di 200 dipendenti: “tutte le prove che avevamo archiviato e che si trovavano nell’edificio 7, in tutti i casi, sono crollate con l’edificio”, secondo l’agente speciale dei servizi segreti US David Curran.

Che perfetto, completo e fortuito susseguirsi di eventi fu l’11 settembre 2001.

Casualmente, val la pena notare che uno degli amici più intimi di Lucky Larry – una persona con la quale, si dice, parli al telefono quasi tutti i giorni – è niente meno che l’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

IL PENTAGONO



Quando ho visto questa carta , subito dopo aver visto la foto delle Torri Gemelle, mi sono stupito. A meno di non sapere dettagliatamente il piano degli Illuminati, è praticamente impossibile descrivere con così tanta accuratezza i fatti dell’11 settembre 2001. Il Pentagono viene mostrato mentre brucia; sappiamo che un missile si scontrò contro una sezione del Pentagono e la bruciò quasi per intero. Tuttavia, il resto del Pentagono non ha subito danni. al punto che ha continuato senza ostacoli le sue funzioni. Con un software di realtà aumentata come Avid è stata sovrapposta l'immagine di un Boeing a quella del missile che colpì la facciata del Pentagono.

La carta non assomiglia alla descrizione dell’attacco al pentagono? Questa carta mostra un fuoco che arde nel cortile centrale del Pentagono, il resto dell’edificio risulta intatto, permettendone la completa operatività!
Quindi, queste due carte sono complementari.

Una tale precisione, sei anni prima degli attacchi, è possibile solo se si conosce molto accuratamente il piano dei neocon che hanno ultimato la strage.

FUORUSCITA DI PETROLIO


Lo sversamento di petrolio più memorabile ha coinvolto la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico, il 20 aprile 2010.

INCIDENTE NUCLEARE E MAREMOTO


Le carte "Incidente nucleare" e "Maremoto" si riferiscono all'evento sismico verificatosi in Giappone il 3 novembre 2011. Il maremoto ha provocato lo tsunami abbattutosi contro la centrale nucleare di Fukushima, causando il noto disastro a cui, ancora oggi, non si è posto rimedio. Non si tratta dell'unico caso in cui due o più carte si riferiscono ad un unico evento. Si prenda in considerazione, per esempio, la carta che raffigura l'ex-presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, che indossa un catenaccio al collo e la carta che ritrae sua moglie Hillary Clinton mentre impugna l'estremità opposta del medesimo catenaccio. Un altro esempio è rappresentato dalla carta "Jihad", riferita alla Jihad islamica abbattutasi in Medio Oriente, in Asia ed in Europa, correlata alla carta "13 sfortunato".

MANIPOLAZIONE DEL MERCATO


La carta si riferisce in particolare al periodo degli Interesting Times interessato dall'assalto speculativo compiuto ai danni della Deutsche Bank, nel 2016. È interessante notare che, nello stesso anno, si sono verificate due differenti esplosioni, deflagrate praticamente all'unisono, che hanno colpito due impianti chimici del gigante tedesco Basf in Germania. In due città distanti una trentina di chilometri l'una dall'altra, Lampertheim e Ludwigshafen, nell'ovest della Germania, si sono alzate in cielo colonne di fiamme e fumo nero. In altre parole, chi ha compiuto l'assalto finanziario ha voluto accertarsi che il "messaggio" sarebbe stato compreso dai servizi tedeschi. Il referendum inglese sull'eventuale uscita dalla moneta unica aveva aumentato esponenzialmente le possibilità della dissoluzione dell'euro nei mesi immediatamente successivi, aggravando la crisi bancaria in atto nell’Europa meridionale. A luglio del 2016, come nell’estate 2015, quando il referendum greco bocciò le condizioni della Troika, Berlino era il maggiore ostacolo alla salvaguardia dell’eurozona: la Germania, che allora era favorevole all’uscita di Atene dal banale regime a cambi fissi anche noto con il nome "euro", a luglio del 2016 non mostrava alcuna intenzione di cedere sulle norme del “bail in”, introdotte nell'estate di quell'anno, né di consentire l’iniezione di denaro pubblico nei capitali delle banche. In queste condizioni, l’Italia era destinata, nel volgere di pochi mesi, ad abbandonare la moneta unica. Gli Stati Uniti tornarono quindi in campo proprio a luglio del 2016 e contrattaccarono per salvare l'euro: Deutsche Bank fu l’obbiettivo ideale per una guerra finanziaria.

Chi avesse consultato il sito del Financial Times il 28 giugno del 2016, si sarebbe imbattuto nell’articolo “Soros bet on fall in Deutsche Bank shares after Brexit vote”, dove il quotidiano della City illustrava la scommessa di George Soros sulla caduta in borsa di Deutsche Bank all’indomani del referendum inglese (l’istituto tedesco aveva perso il 20% del valore nell’ultima settimana del mese di giugno del 2016). Trascorsero due giorni e sul Wall Street Journal apparve l’articolo “Deutsche Bank Shares Hit Over 30-Year Low After Fed, IMF Rebuke”: Deutsche Bank aveva toccato in borsa il minimo degli ultimi 30 anni dopo che sia la Federal Reserve, sia il Fondo Monetario Internazionale (basato a Washington), avevano lanciato durissimi moniti contro la banca tedesca. La prima perché, a suo giudizio, la filiale americana di DB non aveva superato i test sulla solidità patrimoniale; il secondo perché, in un suo recente rapporto, aveva etichettato Deutsche Bank come la fonte di maggior rischio per la stabilità finanziaria mondiale. La stampa italiana, ovviamente, coglie la palla al balzo e Repubblica ci ricordava che:

“A rendere vulnerabile l’istituto teutonico è la colossale esposizione a derivati, stimata dalla Banca dei Regolamenti Internazionali come superiore a 50 mila miliardi di dollari, una cifra pari a duemila volte la capitalizzazione di mercato dell’istituto”.

Derivati a 2000 volte la capitalizzazione della banca? Come possibile? I media italiani, per ignoranza o malizia, dimenticavano di dire che quei 50.000 €mld sono il valore nozionale dei derivati, ossia l’ammontare lordo di denaro su cui sono fatte “le scommesse”, non il valore netto delle “scommesse”, quantificabile in una percentuale minima di quei 50.000 €mld.

Sia ben chiaro: Deutsche Bank è uno squalo della finanza in tutto e per tutto simile alle sue sorelle angloamericane ed il bilancio 2015 si è effettivamente chiuso con una perdita monstre di 6,8 €mld, dovuta in buona parte ai migliaia di contenziosi legali aperti, dall’accusa di manipolazione del Libor a quella di riciclaggio di denaro.

Deutsche Bank è però anche la prima banca della Germania ed ha un nome così “tedesco” da essere confusa talvolta persino con la banca centrale tedesca, la Bundesbank. Di più, Deutsche Bank è una colonna portante del sistema economico tedesco; è l’istituto che, sin dal finanziamento della ferrovia per Baghdad ai primi del ‘900, ha sempre svolto il ruolo di braccio finanziario di Berlino all’estero, agevolando l’export o supervisionando gli investimenti strategici. Colpire Deutsche Bank è, in sostanza, come colpire Volkswagen: è una pallottola al cuore dell’economia tedesca.

Ecco perché l’attacco simultaneo di Soros, della Federale Reserve e del Fondo Monetario Internazionale alla Deutsche Bank lascia adito a molti dubbi: è forte il sospetto che si sia trattato di una nuova offensiva contro Berlino, proprio mentre la Germania, scartando l’ipotesi di un allentamento del “bail in” invocata dalle banche italiane, apriva di fatto alla dissoluzione dell’euro.

Il “terrorista finanziario” (definizione che ne danno i cinesi) Soros è quindi sceso in campo per la sua ennesima guerra speculativa: la posta in gioco, quella volta, fu davvero alta.

RIDUZIONE DELLA POPOLAZIONE



La scena raffigura una moderna metropoli occidentale che, a causa dell'inquinamento pervasivo, deteriora, in modo più o meno silente, la qualità dell'aria e delle falde acquifere del conglomerato urbano, logorando la salute dei suoi cittadini. Si noti che il fumo è modellato a forma di faccia di demone.

Il depopolamento di alcune regioni del pianeta viene inoltre perseguito attraverso le “missioni di pace”, in verità beffardamente prefissate per seminare morte e distruzione mediante l’odio etnico e rancore indelebile (si ricordi a tal proposito il caso della Serbia-Kossovo).


CENTRO PER IL CONTROLLO DELLE MALATTIE


“Come sua azione, il CDC può fornire soccorso ad una posizione devastata … Se il CDC fa un attacco diretto per distruggere un luogo, può utilizzare armi biologiche e ottenere + 15% per il suo attacco”.

Non vi sembra interessante il fatto che il gioco preveda la creazione di un CDC per lanciare un attacco biologico su un determinato “Luogo”? L’utilizzo di armi biologiche contro gli Stati Uniti è impossibile per quei Paesi che sono stati definiti "canaglia" dall'ordine liberale, come Russia, Iran, Iraq, Nord Korea o la Siria, questa carta sembra rispondere a questa domanda: il CDC lancerà l’attacco! Naturalmente, le nostre autorità accuseranno l’Iraq o i terroristi di questi attacchi!

Ricordate, quando 11 dei migliori scienziati al mondo nel campo del DNA e della lotta contro le malattie infettive iniziarono a morire uno dopo l’altro?

TERZA GUERRA MONDIALE


Per il futuro prossimo cosa predicono le carte? La FINE DEL MONDO pianificata mediante la Terza Guerra Mondiale combattuta con le armi nucleari (carta “World War Three”). Si compirà così la profezia apocalittica, si chiuderà a tal punto il cerchio delle rivelazioni bibliche.

I cieli precipiteranno, il mare in fiamme, l’acqua ed il cibo radioattivi, pur abbondanti, diverranno fiele. Allora gli uomini invocheranno un “salvatore” misericordioso, un Messia “presidente del mondo” a liberarli dalle tremende sofferenze. Ma colui sarà il “Cristo dei Massoni”, il grande Ingannatore, cioè l’Anticristo, Lucifero in persona emergente dagli abissi.

Salirà sulla “montagna più alta”, più vicino a quel Paradiso da cui fu scacciato prima dei Tempi, a causa proprio della sua superbia. Porterà false speranze e parole di menzogna a spalancare le porte dell’Ade per miliardi di anime.

Il gioco di ruolo non fornisce una data per la fine del mondo.

Le cause più probabili dello scoppio di una guerra internazionale sono le seguenti:
1) L'Ucraina attacca la Russia sotto dettatura di Washington, scatenando la guerra di sistema nei Balcani.
2) Le potenze marittime del blocco occidentale (atlantisti - USA, Gran Bretagna ed alleati NATO - ) provocano le potenze terrestri del blocco asiatico (Cina, Russia e Iran) colpendo la Corea del Nord e scatenando la guerra egemonica.
3) Washington attacca le basi aeree o l'esercito regolare della Siria o dell'Iran, o i mercenari russi di stanza in Siria, scatenando in Medio Oriente il terzo conflitto mondiale.

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL CLIMA


La carta “International Weather Organization” si riferisce all'annoso tema del controllo climatico (geoingegneria) e ci suggerisce che anche il tempo meteorologico è in via di controllo da parte degli illuminati. Conosciamo dalle Sacre Scritture che durante le manifestazioni divine le condizioni meteo possono mutare improvvisamente, nevicate in estate, eclissi, fulmini a ciel sereno. Il fine malcelato degli adoratori del Maligno è la deificazione, divenire come l’Onnipotente, ossia esercitare il Potere Assoluto tale da dominare anche gli elementi naturali. Il fenomeno, ormai abbastanza conosciuto, delle scie chimiche è il tentativo per eccellenza di padroneggiare le precipitazioni e la siccità, ora principalmente per scopi geopolitici. Alcuni partiti politici italiani, come la Lista del Popolo del magistrato Antonio Ingroia e di Giulietto Chiesa, nel 2017, in modo subdolo, hanno associato il fenomeno delle scie chimiche al tentativo di rifrangere artificialmente i raggi solari per mitigare il clima di certe aree del pianeta, probabilmente col fine di far accettare la manipolazione climatica ai cittadini spaventati dagli effetti dei cambiamenti climatici, quando è invece evidente che, laddove viene praticata la geo-ingegneria, si verificano con maggiore frequenza gli eventi meteorologici più estremi. Se Antonio Ingroia è in buona fede, bisogna almeno ammettere che non è in grado di scegliere i suoi collaboratori, dato che affiancò onorevoli assai discutibili come Antonio Di Pietro. Antonio Ingroia si è candidato come Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, durante le elezioni del 2013, a capo di Rivoluzione Civile, coalizione politica in cui è confluito il partito politico Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Antonio Di Pietro è l'agente della CIA ed il magistrato che è stato posto a capo dell'operazione Mani Pulite. Il pool di Mani Pulite era stato incaricato di smantellare la DC ed il PSI, mentre il Carroccio (la Lega Nord dell'era di Umberto Bossi) ha avuto lo scopo di intercettare i voti in fuga dai vecchi partiti prossimi al collasso. Il trait d’union tra il palazzo di giustizia milanese e la Lega Nord era fisicamente incarnato dal console americano Peter Semler: il funzionario statunitense che alla fine del 1991, un paio di mesi prima dell’arresto di Mario Chiesa, “incontrò” Antonio di Pietro nei suoi uffici per discutere delle imminenti inchieste giudiziarie. Lo stesso funzionario che, quasi contemporaneamente, “incontrò” i dirigenti della Lega Nord, come ha affermato Semler in un’intervista a La Stampa del 2012.

EPIDEMIA


“Disastro! Questo è un attacco per distruggere qualsiasi luogo. Non necessita di un’azione. La sua potenza è di 14. Questo non è un attacco immediato. Se l’attacco ha successo, l’obiettivo è distrutto”. La particolarità sta nel fatto che l’attacco di questa carta non è immediato; ciò implica che l’attacco si manifesta in silenzio, con la gente che si ammala in tempi diversi dopo l’attacco.

“Len: e questa relazione serve per rendere esplicito che l’esperimento è stato un mezzo fallimento, perché ottenni un virus ad azione lenta, piuttosto che uno ad azione veloce. Robert: I virus ad azione rapida sono pressochè inutili in quanto ci si può difendere facilmente. Voglio dire un virus ad azione rapida non serve a nulla … Cold Springs Harbor ha messo in evidenza un punto fondamentale all’MMMV (Il Many Man, Many Voices), cioè che l’HIV è il ‘virus più maligno e mostruoso esistente’ … ” [Dr. Leonard Horowitz, "Virus emergenti: AIDS e Ebola, p. 106]

Dr. Horowitz ritiene chiaramente che il piano richieda un virus ad azione lenta, che inizierà a uccidere le persone in momenti diversi dopo l’infezione iniziale.

Virus devastanti come Hiv, Ebola e molti altri sono stati diffusi per conseguire la riduzione della popolazione. Anche i vaccini hanno provocato moltissime morti o deficienze fisiche. In Italia, nel 2017, con l'approvazione del D. Lgs. incostituzionale del Ministro della Salute Lorenzin è stato portato a 10 il numero di vaccini obbligatori da somministrare ai nascituri. Negli stessi anni, sempre in Europa, in alcuni Paesi, come la Svezia, il numero di vaccini obbligatori è rimasto fermo a 0, a conferma del fatto che non sussisteva alcuna emergenza sanitaria.

GENERATORE DI SCOSSE TELLURICHE


Gli eventi tellurici possono essere provocati da esplosioni nucleari o in ogni modo da esplosivi di grande potenza. E attraverso meccanismi oggi conosciuti unicamente alle “elite” possono essere generati anche a distanza (carta ”earthquake projector”).

Se l’ipocentro (il vero punto in cui vi è la liberazione di energia) di un sisma è superficiale, esso è strumentalmente indistinguibile da una scossa provocata da un ordigno sistemato in una caverna in profondità, o anfratto naturale o una ex miniera. Bisognerebbe porre qualche interrogativo al misterioso “Giuliani”, il “tecnico” che afferma di avere previsto un terremoto; forse il tecnico ricopre solennemente il ruolo di “supervisore”, per conto dei poteri immondi. Certo, un’ipotesi, ma tutto è da ritenersi ammissibile nell’intento diabolico di spostare il G8 in una città che porta un nome pagano, simbolo dell’Impero Romano ma anche dell’”attuale” impero USA.

13 SFORTUNATO



La carta "13 sfortunato" si riferisce al periodo degli Interesting Times ed in particolare agli attentati terroristici falsi organizzati dalla DGSE e dalla CIA il 13 novembre 2015 a Parigi con l'ausilio di Crisis Actor. Nel dettaglio, la carta riguarda l'esplosione avvenuta davanti al ristorante Events nei pressi dell'ingresso D dello Stade de France, in zona Saint-Denis, venti minuti dopo l'inizio della partita amichevole fra le nazionali di calcio di Francia e Germania seguita, allo stadio, da 80.000 tifosi, tra i quali il presidente della Repubblica francese François Hollande, il presidente dell'Assemblea Nazionale Claude Bartolone e il ministro degli affari esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Per non aggravare la tensione, la partita prosegue; a causa dell'esplosione vi fu un morto, di nome Manuel Dias, più l'attentatore, identificato col nome di battaglia di Ukashah Al-Iraqi.

Si notino gli oggetti ritratti nella carta, oggetti che comunemente si trovano sulle tovaglie imbandite dei ristoranti europei. La data del calendario è "venerdì 13" ed il titolo della carta è "venerdì sfortunato"; è oggi possibile ricostruire la dinamica degli attentati avvenuti il 13 novembre 2015 con sufficiente precisione ed evidenziare le prime incongruenze. Tutti gli indizi conducono ai vertici dei servizi segreti francesi, rinnovati sotto Nicolas Sarkozy e confermati sotto la presidenza di François Hollande; con il subentrare allo spionaggio transalpino di personaggi vicini agli angloamericani, è avviata nel 2012 la strategia della tensione. Dopo una pausa coincidente con i primi due anni della presidenza di Hollande, il terrorismo islamico riesplode in concomitanza alla caduta verticale del capo dello Stato nei sondaggi. Il ruolo della Direction générale de la sécurité extérieure (DGSE) diretta da Bernard Bajolet.

Sono disponibili parecchi video che ricostruiscono la notte di sangue del 13/11/2015: quello forse più chiaro e dettagliato è  pubblicato la sera di domenica 15 sul sito Le Monde.fr, cui deve però essere apportata qualche correzione: il numero di terroristi entrati in azione al teatro Bataclan è quattro e non tre, come sostiene il filmato, e l’esplosione della seconda bomba allo Stade de France è alle 21h23, non alle 21h30.

Riportiamo sinteticamente prima le dramatis personae e poi la scaletta degli avvenimenti: i dati sono aggiornati alle notizie del 16/11.

L’ordine cronologico degli eventi è il seguente:
21h20, Stade de France, partita amichevole tra Francia e Germania (annunciata dalla Fédération Française de Football il primo luglio 2015), presenti il presidente François Hollande ed il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Un kamikaze, , Ahmad al Mohammad, dotato di una cintura esplosiva composta da perossido di acetone concentrato e bulloni si fa esplodere all’ingresso D: è il solo a morire;
21h25 terroristi a bordo di una Seat Leon Nera aprono il fuoco in rue Bichat e rue Alibert, contro i ristoranti Petit Cambodge e Carrillon, 15 morti;
21h23 Stade de France, ingresso H, entra in azione un secondo kamikaze (Bilal Hafdi?): muore sul colpo senza causare vittime;
21h32 la Seat Leon nera arriva in rue de la fontaine au roi, i terroristi aprono il fuoco contro i i locali Casa Nostra e Bonne Bière, 5 morti;
21h36 la Seat Leon nera si ferma in rue de la Charonne, davanti al bistrot Belle Equipe, è aperto il fuoco e muoiono 19 persone;
alle 21h40, presso la place de la Nation, un terrorista sceso probabilmente dalla Seat nera, Brahim Abdeslam, si fa esplodere al locale Compte Voltaire: muore sul colpo e ferisce alcune persone. La Seat Leon nera, guidata presumibilmente dal fratello del kamikaze, Saleh Abdeslam, sarà ritrovata nel comune di Montreuil, ovest di Parigi, con tre AK-47 a bordo.
Alle 21h40, scendono da una Volkswagen Polo nera quattro terroristi, armati di fucili automatici e a pompa. Fanno irruzione nella sala da concerto Bataclan, durante un’esibizione degli Eagle of Death Metal: inneggiando ad Allah, alla Siria ed all’Iraq compiono una carneficina;
21h53, rue de la cokerie, nei pressi dello Stade de France, si fa esplodere un terzo kamikaze: nessuna vittima eccetto lui. Solo a questo punto, Hollande è trasportato al ministero degli Interni, mentre la partita continua fino al termine. Gli spettatori sono trattenuti ancora per qualche tempo per motivi di sicurezza;
00h20, le teste di cuoio fanno irruzione nel Bataclan: tutti terroristi si fanno esplodere, tranne Samy Animour che è colpito a morte prima di azionare la cintura. Si contano 90 morti in totale e le foto pubblicate l’indomani sull’interno del locale mostrano una scena da mattatoio.
Primo elemento da notare: le cinture esplosive non hanno (fortunatamente) prodotto nessuna vittima tranne i kamikaze stessi. C’è da chiedersi perché i tre terroristi allo Stade de France si siano immolati senza causare nessuna vittima: il Wall Street Journal riporta la notizia che il primo attentatore è fermato dalla sicurezza per una perquisizione e, divincolantisi, si fa esplodere prima di raggiungere le tribune dove siedono 80.000 persone. Secondo il testimone ascoltato dal WSJ, Hollande lascia lo stadio alla prima e non alla terza esplosione, ma le foto ritraggono il presidente nella sala stampa dello stadio alle 21h36, quindi è corretta la versione de le Monde: Hollande è trasportato all’esterno solo dopo l’esplosione dei tre attentatori, quando il rischio è ormai cessato.

Gli attentatori avrebbero dovuto entrare allo stadio? Quasi sicuramente sì, ma, nonostante non fossero in posizione per qualche imprevisto, hanno ricevuto comunque l’ordine di farsi saltare in aria, così da attrarre tutte le forze di polizia verso il quartiere Saint-Denis e consentire ai secondi due commando di agire indisturbati. Tra l’esplosione del primo ed del terzo kamikaze intercorrono 33 minuti: è il tempo dell’azione terroristica nel suo complesso, anche se gli ultimi strascichi si protraggono al Bataclan fino alle 00h20. La terza deflagrazione nei pressi dello Stadio, in rue de la cokerie vicino al McDonald’s, era il segnale che Hollande aspettava per lasciare lo stadio?

Le Figaro riporta lunedì 16 una preziosa testimonianza oculare: la sera del 13 novembre un avventore del ristorante Cellar, a tre minuti dal Bataclan, siede all’esterno per bere un bicchiere. Alle 19h35 (due ore prima dell’inizio della strage al concerto) vede una Volkswagen Polo Nera, parcheggiare davanti al bistrot. Il parcheggio è pessimo, come se il conducente non sapesse guidare (o fosse in stato d’alterazione), quindi l’avventore si alza per consigliargli di fare manovra:

“Je suis allé les voir pour leur dire qu’ils étaient mal garés. Ils n’ont pas ouvert la fenêtre et m’ont regardé méchamment. On aurait cru des morts-vivants, comme s’ils étaient drogués.”

I quattro occupanti dell’auto, che all’avventore sembrano europei mussulmani (“Il était de type européen, portait une barbichette et un cheich. Il était vêtu d’un blouson noir et avait aussi un bandana sur la tête. Le conducteur, lui, était également de type européen, genre reconverti à l’islam”) sono in evidente stato di alterazione, sotto l’effetto di stupefacenti: il dato è interessante perché è risaputo che i tagliagole dell’ISIS in Siria ed Iraq facciano uso di anfetamine, sia per commettere atrocità a cuor leggero sia per sconfiggere la paura. Il 26 ottobre le autorità aeroportuali di Beirut hanno bloccato un carico di due tonnellate di anfetamine Captagon prima che fossero imbarcate su un aereo privato di un principe saudita: i consumatori finali erano quasi sicuramente gli uomini del Califfato in Siria ed Iraq. Il Captagon fa parte dell’equipaggiamento che gli angloamericani danno in dotazione alle truppe dell’ISIS?

Torniamo all’avventore: dopo una discussione senza esiti, torna al suo tavolo ed osserva la macchina che rimane ferma, fari spenti e motore acceso. Il viso degli occupanti è illuminato solo dallo schermo dei telefonini su cui digitano. Verso le 20h15 passa un’auto della polizia, qui ne semble pas remarquer la Polo noire mal garée (parcheggiata male) ed alle 21h30 l’uomo lascia il ristorante davanti cui stazionano ancora i quattro islamici. Pochi minuti più tardi, è informato delle bombe allo Stade de France e tenta immediatamente di contattare la polizia senza ottenere la risposta (“il tente à plusieurs reprises de joindre la police par téléphone «80 fois au minimum» mais sans réponse”): i kamikaze allo Stade de France hanno assolto alla loro funzione, ossia catalizzare l’attenzione di tutte le forze dell’ordine ed intasare i centralini.

Il commando del 13 novembre,  compresi i tredici elementi sopra citati, consterebbe nel suo complesso di 20-25 persone: una dozzina impiegata sul campo e le altre usate per l’organizzazione e logistica. Che un complotto riguardante un tale numero di persone, molte delle quali note ai servizi e per di più “calde”, a dieci mesi di distanza da Charlie Hebdo e a tre mesi dall’attacco terroristico sul treno Amsterdam-Parigi, sia sfuggito ai radar della sicurezza francese è una falla simile all’11 Settembre: impossibile, a meno che i servizi non siano complici.

Dove si sono poi procurati le armi i terroristi? A 48 ore dalla strage, e solo allora, emerge la notizia che il 5 novembre la polizia tedesca ha fermato in Baviera un 51enne del Montenegro, slavo ortodosso, a bordo di una Volkswagen carica di armi e kalashinkov diretta a Parigi (com’era desumibile dal navigatore): per il presidente bavarese Horst Seehofer è ragionevole ipotizzare una connessione con le stragi di Parigi. Come ai tempi della strategia della tensione italiana, i trafficanti d’armi della ex-Jugoslavia alimentano lo stragismo di Stato, solo che anziché armare Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, equipaggiano il Califfato.

Quanto alle auto, sia le targhe che i biglietti dei parcheggi custoditi all’interno, sembrano essere studiati apposta per indirizzare le indagini in Belgio, dove anche agli attentatori di Charlie Hebdo avrebbero acquistato le armi: lo scopo è probabilmente alleggerire la posizione delle autorità francesi, rendendo più giustificabili all’opinione pubblica i continui smacchi subiti dalle forze di sicurezza. Le dichiarazioni di Hollande e Valls puntano infatti a scolpare la Francia ed evidenziare le responsabilità esterne.

La parte più assurda della vicenda è in ogni caso la pretesa che l’operazione sia stata pianificata ed organizzata in Siria.

Dice il premier francese Manuel Valls: “Quello che è successo ieri a Parigi e a Sant Denis vicino allo Stade de France è un atto di guerra commesso da un’armata terrorista,(…). È un atto di guerra preparato, organizzato pianificato all’esterno e con complicità interne che l’inchiesta stabilirà”.

Gli fa eco il presidente Hollande: “gli attacchi sono stati decisi, pianificati in Siria, organizzati in Belgio e condotti sul nostro territorio con complici francesi” (prima la Siria, poi il Belgio ed infine, vittima, la Francia).

Intervengono anche i fantomatici servizi iracheni che confermano: l’ordine è partito dal Califfo Al Baghdadi ed i Paesi occidentali, Francia in particolare, hanno ricevuto un avvertimento il giorno prima dell’attentato.

Ora, il Califfo Al Baghdadi, posto che sia mai esistito, è ufficialmente morto almeno due volte (2007, 2014) e le possibilità che sia ancora vivo sono le stesse di quelle che Osama Bin Laden (morto secondo la DGSE francese nel 2006) fosse in Pakistan davanti la tv durante il celebre blitz del 2011. Se anche Al Baghdadi fosse ancora vivo, proprio come lo Sceicco Bin Laden, non sarebbe comunque nient’altro che un prodotto dei servizi americani, sfornato dal famigerato carcere di Bucca gestito dalle truppe statunitensi in Iraq, crogiolo di quasi tutti i capi dell’ISIS.

In ogni caso, considerata l’attuale situazione strategica del Califfato, in rotta in Siria come in Iraq, è pura fantasia che un fantomatico “quartiere generale” dei terroristi sunniti abbia organizzato gli attentati in Francia. Infatti, se così fosse, come avrebbe potuto comunicare con il commando di 20-25 uomini operante tra Parigi e Molenbeek, senza farsi scoprire da NSA, CIA, Mossad, DGSE, etc etc.?

Qui viene il bello: l’ISIS, nella sua roccaforte a Raqqa, in Siria, è un passo avanti rispetto agli occidentali in fatto di tecnologia: a luglio la CNN riporta la notizia che, usando messaggi criptati, il Califfato riesce ad evadere la sorveglianza dell’FBI, ora si scopre che gli attacchi di Parigi sono stati organizzati attraverso la messaggeria della PlayStation 4.

È l’equivalente dei taglierini per dirottare i Boeing sulle Torri Gemelle.

Beh si dirà, se la rete è troppo sfuggente, almeno i terroristi in carne ed ossa sono braccati a vita: invece si scopre che “la mente” della strage di Parigi del 13/11, il marocchino Abdelhamid Abaaoud, si vanta sulla propaganda web del Califfato, di viaggiare  indisturbato tra Siria e Belgio pur essendo ricercato dalle polizie di mezzo mondo. Ricorda un po’ i brigatisti che, negli anni di piombo, riuscivano sempre ad evadere dal carcere in un modo o nell’altro.

Se il Califfo Al-Baghdadi è morto, se l’ISIS è sotto scacco in Siria ed Iraq e se il commando del 13/11 è composto da piccoli criminali della banlieu parigina e qualche reduce siriano in botta da anfetamine, chi ha coordinato e supervisionato gli attacchi?

Cherchez à la DGSE…

Il ruolo della Direction générale de la sécurité “americaine”
La DGSE è il servizio informazioni della Francia all’estero, l’equivalente transalpino della CIA e del MI6. Il rapporto con gli omologhi angloamericani non è sempre stato idilliaco anzi, ai tempi della “Vecchia Europa” di Jacques Chirac, di tanto in tanto i servizi francesi rifilavano qualche colpo basso, come la sullodata morte di Bin Laden, per ridicolizzare la “Guerra al terrore” di George W. Bush e Tony Blair.

La situazione cambia radicalmente con l’avvento al’Eliseo di Nicolas Sarkozy, espressione della “Nuova Europa”, quella filo-atlantica: tra i primi provvedimenti presi dal neo-presidente, oltre a riportare la Francia nel comando integrato della NATO, c’è, non a caso, il pensionamento dei vertici dei servizi fedeli a Chirac e la cooptazione di nuovi elementi, di provata fede atlantica. È una rivoluzione copernicana per i servizi d’informazione francesi, storicamente gelosi della propria autonomia: le Monde riporta che dal 2007 l’accesso del Government Communications Headquarters britannico, l’equivalente inglese dell’NSA, ai dati francesi, diventa pressoché illimitato.

Sarkozy crea poi un nuovo organismo, il Conseil national du renseignement, il cui scopo è coordinare le sei agenzie di spionaggio militare ed economico della Francia: a ricoprire il nuovo ruolo di “coordonnateur national du renseignement” è chiamato nel luglio 2008 Bernard Bajolet, ex-ambasciatore francese in Iraq (2004-2006) ed Algeria (2006-2008).

L’ex-diplomatico  è un esperto di mondo mussulmano, conoscitore del Corano e fluente in arabo. Nel 2011, ancora sotto la presidenza di Sarkozy, Bajolet è richiamato al ruolo di ambasciatore, questa volta in Afghanistan dove resta sin al 2013: a quel punto torna in Francia e, testimoniando la continuità politica di fondo tra François Hollande e Nicolas Sarkozy, è nominato dal nuovo presidente socialista direttore della DGSE.

Si noti che il periodo in esame coincide con i tentativi di Parigi, Washington, Londra, Tel Aviv e monarchie sunnite, di rovesciare Bashar Assad: Hollande arriva fino ad ipotizzare un intervento franco-americano contro Damasco nell’estate del 2013, prima che Obama si tiri indietro lasciandolo con il cerino in mano.

Un salto indietro ora: le elezioni presidenziali francesi della primavera 2012 vedono il primo assaggio di strategia della tensione.

Nicolas Sarkozy è ai minimi storici di popolarità tra i francesi (solo il 30% esprime un giudizio favorevole) e la sua rielezione è sempre più incerta. Entrano in campo i fedeli servizi de la République: sono gli attentati che insanguinano il sud-est della Francia tra l’11 ed il 22 marzo 2012, con una serie di omicidi che prendono di mira militari ed elementi della comunità ebraica, per un totale di otto vittime. A compiere gli assassini a bordo di un Yamaha TMAX è il franco-algerino Mohammed Merah, che si scoprirà in seguito essere un informatore della DGSE: quante cose avrebbe potuto raccontare il giovane magrebino se non fosse stato ucciso nel blitz delle teste di cuoio per “catturarlo”.

Le Figaro titola emblematico dopo gli attentati di Merah (e le stesse parole si potrebbero utilizzare oggi per Hollande): “Sarkozy s’est repositionné au cœur du système”. All’interno si legge:

“Avec Toulouse et Montauban, l’agenda a connu une très forte inflexion. Le thème des attentats donne à Nicolas Sarkozy une très forte crédibilité. Cette affaire fait apparaître que la France est dans un environnement troublé. Il y avait déjà la crise de la dette et la crise économique. Un nouveau trouble a émergé depuis quelques jours: la sécurité.”

Le presidenziali si chiudono, purtroppo per Sarkò, con la sua sconfitta e la salita all’Eliseo di François Hollande: la strategia della tensione è momentaneamente archiviata, finché i sondaggi di gradimento del presidente socialista raggiungono, nel breve volgere di tre anni, un record negativo storico.

Il giornale Le Parisien titola nell’autunno del 2014: “Sondages: la descente aux enfers continue pour Hollande, Valls plonge lui aussi”.

Ecco allora ripartire la strategia della tensione: Charlie Hebdo, Saint-Quentin-Favallier, il treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi e, infine, la strage del 13/11.

Rispetto agli attentati di Tolosa e Montauban del 2012, lo stragismo di Stato ha però compiuto sotto Hollande un salto di qualità: sia per l’efferatezza e spettacolarità crescente degli attacchi, sia per la loro internazionalizzazione. La strategia della tensione in Francia si salda col tentativo, da parte del Likud israeliano e dei falchi americani, di trascinare il presidente Barack Obama in guerra, prima in Yemen (Charlie Hebdo) e poi in Siria, con l’ultima carneficina parigina.

Ecco perché è quasi sicuro il coinvolgimento del direttore della DGSE, Bernard Bajolet, ben inserito nei servizi segreti angloamericani ed israeliani.

Martedì 27 ottobre 2015, quando mancano circa due settimane agli attentati allo Stade de France ed al Bataclan, il capo della DGSE è a Washington, per la conferenza tenuta dalla George Washington University e dalla Central Intelligence Agency, dal titolo “The Ethos and Profession of Intelligence” (già il titolo suona strano, dal momento che etica e spionaggio vivono sue due pianeti differenti, ma forse è sarcasmo). Chi interviene alla conferenza? I papaveri dei servizi americani, inglesi ed israeliani: John Brennan, capo della CIA, Mike Rogers, direttore della NSA, John Sawers, ex-capo del Secret Intelligence Service e Yaakov Amidror, ex-consigliere nazionale della Difesa israeliana.

Chissà di cosa avranno discusso a margine della conferenza Bernard Bajolet e colleghi? Noi sappiamo solo che a distanza di due settimane si è consumata la mattanza di Parigi.

La corresponsabilità dei servizi francesi nelle stragi dell’ultimo anno è certificata dalla sconcertante indulgenza di cui godono nonostante le incessanti e drammatiche debacle: nonostante da inizio anno siano morte quasi 150 persone in atti terroristici, né il direttore della DGSE, né quello della DGSI, né il ministro degli interni si sono dimessi. Anzi, l’ultimo, ennesimo, “11 Settembre” europeo, è stato colto al balzo da Hollande per avanzare la proroga dello stato d’emergenza fino a tre mesi: la misura eccezionale consente di perquisire i cittadini senza la autorizzazione della magistratura ed attuare controlli della stampa (un blog come il nostro dovrebbe probabilmente migrare su server tedeschi o scandinavi).

Per il resto, come avevamo anticipato nella nostra analisi, la strage del 13/11 è impiegata per altri due scopi: il tentativo di coinvolgere militarmente gli USA nella guerra siriana e quello di rianimare l’agonizzante Unione Europea.

Il primo è stato prontamente neutralizzato da Barack Obama che, a latere del G20, ha incontrato Vladimir Putin ed ha bocciato qualsiasi ipotesi di “stivali americani” sul suolo siriano. Il secondo si è finora concretizzato nei consueti articoli sui media d’establishment (vedi l’articolo “O si fa l’Europa o si muore”20 comparso su Il Sole 24 ore) e nello sterile appello che François Hollande ha lanciato all’Europa, rivendicando la clausola di solidarietà21 tra membri dell’Unione.

Si può dire che i vertici del sistema euro-atlantico da quel momento considerarono lo stragismo di Stato un arnese della politica simile alle mance elettorali sotto elezioni: l’avvicinarsi di tornate elettorali decisive tra il 2016 ed il 2017, consolidò il crescendo di violenza negli anni immediatamente successivi.

Descrizione del gioco

Lo scopo del gioco è di arrivare ad avere il controllo del pianeta. Ogni giocatore rappresenta uno degli Illuminati. I giocatori dovranno di volta in volta decidere fra le molteplici scelte a disposizione, che vanno dal controllo di alcuni gruppi, alla gestione del denaro, fino allo scontro. Il vincitore sarà il primo che otterrà il controllo di un certo numero di gruppi, oppure il concorrente vincerà quando avrà raggiunto l'obiettivo prefissato inizialmente (un po' come Risiko).

Il concetto fondamentale del gioco è quello di creare una mappa; infatti ciascuna carta Gruppo ha, lungo i bordi, delle frecce che indicano in quale modo possono essere create le connessioni, rendendo particolarmente strategico il piazzamento di nuovi gruppi o il loro spostamento durante il gioco. In pratica bisogna acquisire potere economico con le carte, poiché ognuna ha un valore di attacco/difesa e punti che servono per distruggere le carte altrui, in possesso degli altri giocatori. Contemporaneamente bisogna acquisire punti mentre le varie carte possono essere collegate tipo domino.

Durante il proprio turno, ogni giocatore ha la possibilità di svolgere numerose azioni, a partire dall'incasso del denaro proveniente dai vari gruppi. Ogni gruppo gestisce il proprio denaro in modo autonomo. Ogni giocatore pesca una carta, che può essere giocata in seguito, oppure può essere un nuovo gruppo che viene aggiunto alla struttura di potere.

Altre azioni consentono ai giocatori di controllare nuovi gruppi, interrompere il controllo su altri giocatori o anche distruggere determinati obiettivi. Ogni carta ha dei punti di forza differenti.

Comunque ciò che lascia perplessi, non è il gioco in sè, ma la straordinaria serie di coincidenze, tra fatti avvenuti realmente e immagini disegnate su alcune carte da gioco.

25 PUNTI per GOVERNARE IL MONDO

Amschel Mayer Rothschild, banchiere ebreo tedesco della dinastia finanziaria Rothschild (rinominato dagli ebrei dell’Europa orientale come "il pio Rothschild") nel 1773 riunì 12 influenti banchieri di Francoforte per presentare un piano, in 25 punti, per "dominare le ricchezze, le risorse naturali e la forza lavoro di tutto il mondo" e chiese loro di mettere in comune le loro risorse.

Egli svelò "come la Rivoluzione Inglese (1640-60) fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori commessi: il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo, l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza e il programmato "regno del terrore", col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado questi errori, i banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia e sul debito pubblico inglese".

Rothschild mostrò che questi risultati finanziari non erano da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione Francese, a condizione che i 12 presenti si unissero per mettere in pratica il piano rivoluzionario che egli aveva studiato.

Questi 25 punti sono:

1. Usare la violenza e il terrorismo, piuttosto che le discussioni accademiche.

2. Predicare il “Liberalismo” per usurpare il potere politico.

3. Avviare la lotta di classe.

4. I politici devono essere astuti e ingannevoli; qualsiasi codice morale lascia un politico vulnerabile.

5. Smantellare “le esistenti forze dell’ordine e i regolamenti. Ricostruzione di tutte le istituzioni esistenti.”

6. Rimanere invisibili fino al momento in cui si è acquisita una forza tale che nessun’altra forza o astuzia può più minarla.

7. Usare la Psicologia di massa per controllare le folle. “Senza il dispotismo assoluto non si può governare in modo efficiente.”

8. Sostenere l’uso di liquori, droga, corruzione morale e ogni forma di vizio, utilizzati sistematicamente da “agenti” per corrompere la gioventù.

9. Impadronirsi delle proprietà con ogni mezzo per assicurarsi sottomissione e sovranità.

10. Fomentare le guerre e controllare le conferenze di pace in modo che nessuno dei combattenti guadagni terreno, mettendo loro in uno stato di debito ulteriore e quindi in nostro potere.

11. Scegliere i candidati alle cariche pubbliche tra chi sarà “servile e obbediente ai nostri comandi, in modo da poter essere facilmente utilizzabile come pedina nel nostro gioco”.

12. Utilizzare la stampa per la propaganda al fine di controllare tutti i punti di uscita di informazioni al pubblico, pur rimanendo nell’ombra, liberi da colpa.

13. Far si che le masse credano di essere state preda di criminali. Quindi ripristinare l’ordine e apparire come salvatori.

14. Creare panico finanziario. La fame viene usata per controllare e soggiogare le masse.

15. Infiltrare la massoneria per sfruttare le logge del Grande Oriente come mantello alla vera natura del loro lavoro nella filantropia. Diffondere la loro ideologia ateo-materialista tra i “goyim” (gentili=non ebrei).

16. Quando batte l’ora dell’incoronamento per il nostro signore sovrano del Mondo intero, la loro influenza bandirà tutto ciò che potrebbe ostacolare la sua strada.

17. Uso sistematico di inganno, frasi altisonanti e slogan popolari. “Il contrario di quanto è stato promesso si può fare sempre dopo…Questo è senza conseguenze”.

18. Un Regno del Terrore è il modo più economico per portare rapidamente sottomissione.

19. Mascherarsi da politici, consulenti finanziari ed economici per svolgere il nostro mandato con la diplomazia e senza timore di esporre “il potere segreto dietro gli affari nazionali e internazionali.”

20. L’obiettivo è il supremo governo mondiale. Sarà necessario stabilire grandi monopoli, quindi, anche la più grande fortuna dei Goyim dipenderà da noi a tal punto che essi andranno a fondo insieme al credito dei dei loro governi il giorno dopo la grande bancarotta politica.

21. Usa la guerra economica. Deruba i “Goyim” delle loro proprietà terriere e delle industrie con una combinazione di alte tasse e concorrenza sleale.

22. Fai si che il “Goyim” distrugga ognuno degli altri; così nel mondo sarà lasciato solo il proletariato, con pochi milionari devoti alla nostra causa e polizia e soldati sufficienti per proteggere i loro interessi.

23. Chiamatelo il Nuovo Ordine. Nominate un Dittatore.

24. Istupidire, confondere e corrompere e membri più giovani della società, insegnando loro teorie e principi che sappiamo essere falsi.

25. Piegare le leggi nazionali e internazionali all’interno di una contraddizione che innanzi tutto maschera la legge e dopo la nasconde del tutto. Sostituire l’arbitrato alla legge.