Aborigeni - Le generazioni rubate

"Mr. Neville era dell'opinione che in cent'anni la razza nera pura si sarebbe estinta. La popolazione mista cresceva di anno in anno e quindi l'unica possibilità era quella di segregare la popolazione nera ed assorbire in quella bianca i misti ... La casta nera pura non procreava molto mentre quella mista si, infatti, in Australia occidentale si avevano casi di famiglie miste con oltre venti figli. Ci mostrava la grandezza del problema. Per assicurare la completa segregazione dei figli questi ultimi venivano lasciati con le loro rispettive madri solo fino ai due anni, dopodiché venivano portati via e cresciuti secondo la mentalità e le idee dei bianchi." A.P. Neville, Brisbane Telegraph, 1937.

"Ciò che mi augurerei è che si incoraggiassero tutti gli australiani a capire le profonde emozioni che hanno caratterizzato alcuni dei dibattiti sulle problematiche delle generazioni rubate e sulla tematica della riconciliazione in generale." da: Rabbit-Proof Fence - Direttore Phil Noyce

Tra il 1910 e il 1970 oltre centomila bambini aborigeni vennero strappati con la forza o sotto coercizione alle proprie famiglie dalla polizia o da assistenti.

Molti di loro non avevano neanche cinque anni. Sono conosciuti come "generazioni rubate" (stolen generations). Raramente si è arrivati ad un processo.

Che cosa è accaduto loro?
1) Molti vennero portati in Chiese o Istituzioni statali. Alcuni vennero ... o adottati da famiglie bianche.

2) Molti di loro subirono abusi fisici e sessuali. Il cibo e le condizioni di vita erano miseri.

3) Non ricevettero una formazione scolastica adeguata e per loro si prospettò un futuro di lavoro di bassa manovalanza come domestici e in fattorie.

Perché vennero sottratti alle famiglie?
Vennero sottratti perché era una precisa politica del Governo statale e federale quella di sottrarre i bambini aborigeni alle proprie famiglie - soprattutto quelli di famiglie miste aborigene e di discendenti europei.

Vennero sottratti tra il dieci ed il trenta percento di tutti i bambini aborigeni e in alcuni posti questa politica continuò in tutti gli anni Settanta.

1) La motivazione principale era quella dell'assimilazione dei bambini aborigeni alla società
nell'arco di una o due generazioni, negando e distruggendo loro la propria aboriginalità.

2) Parlare le proprie lingue e praticare le proprie cerimonie venne proibito.

3) Furono portati lontano dalla propria terra, alcuni di loro oltremare.

4) Ai genitori non venne detto dove fossero I loro bambini e non poterono rintracciali.

5) Ai bambini veniva detto che erano orfani.

6) Le visite delle famiglie erano scoraggiate o proibite; le lettere venivano distrutte.

Quali furono i risultati?
I risultati I danni fisici ed emozionali ai bambini strappati alle famiglie erano profondi e duraturi:

1) Molti crebbero in un ambiente ostile senza legami familiari o identità culturale.

2) Da adulti, molti soffrivano di insicurezza, mancanza di autostima, sensazione di inutilità, depressione, suicidio, violenza, delinquenza, abuso di alcol e droghe and incapacità ad avere fiducia.

3) A causa della mancanza di un modello parentale, molti hanno avuto difficoltà ad allevare I propri bambini.

4) L'impatto della separazione ha avuto anche profonde conseguenze per l'intera Comunità aborigena - rabbia, impotenza e assenza di obiettivi come anche profonda diffidenza verso il Governo, la Polizia e i funzionari.

Che cosa si sta facendo?
Una Commissione d'indagine nazionale è stata costituita nel 1995. Il Rapporto Bringing them Home del 1997 era crudo ed esplicito.

Documentava come la sottrazione forzata dei bambini indigeni fosse una grave violazione dei diritti umani che continuò tranquillamente anche dopo che l'Australia ebbe preso impegni internazionali a favore dei diritti umani.

1) Fu discriminazione razziale perché su quella scala si applicò solamente ai bambini aborigeni,
e
2) fu un atto di genocidio contrario alla Convenzione sul Genocidio, (che vieta “il trasferimento forzato di un gruppo ad un altro gruppo” con l'intenzione di distruggere il gruppo).

Il Rapporto conteneva cinquantaquattro raccomandazioni, comprese l'istituzione di registri, rintracciamento di famiglie e servizi di riunificazione familiare e la necessità di risarcimenti (compresi il riconoscimento e le scuse ufficiali del Governo e delle Istituzioni coinvolte, la restituzione, la riabilitazione e la compensazione).

Il Governo ha stanziato dei fondi ma ha rifiutato le scuse o la compensazione.

Una Commissione del Senato sta investigando la risposta del Governo alle indicazioni del Rapporto.

Le persone della generazione rubata hanno iniziato azioni legali di risarcimento nei confronti del Governo.

I casi sono stati un’ardua battaglia, in quanto gli avvocati dello Stato hanno sostenuto che la sottrazione dei bambini veniva fatta per il loro bene.

Una dichiarazione dell'allora Ministro per gli Affari Aborigeni John Herron negò l'esistenza delle “stolen generations” e causò rabbia e frustrazione tra le persone coinvolte.

“Moving forward: achieving reparations” (Andare avanti: arrivare al risarcimento) è un progetto condotto in partnership con ATSIC, con la Commissione Diritti umani e pari opportunità, con il Comitato per la Giornata nazionale delle scuse e i gruppi di "stolen generation” dei Territori del Nord.

Il suo Rapporto “Ristabilire l'identità”, che propone un tribunale speciale per il risarcimento delle generazioni rubate, ha avuto un grosso seguito tra gli indigeni.

I Ministri per gli Affari Aborigeni di Victoria, Queensland, South Australia e Western Australia si sono espressi pubblicamente a favore del rapporto e sono disponibili ad attuare le relative raccomandazioni.

Aborigeni - Medici tribali

I medici tribali sono conosciuti nel mondo con il termine generico di “sciamani”, parola che deriva dal Sanscrito e significa “monaco”, “asceta”.

In Australia gli sciamani sono noti con termini che non significano la stessa cosa, anche se la implicano. Presso i Wurudjeri lo sciamano è noto come wirinum, che significa “persona potente”, o anche come walemira (persona intelligente), o walemira talmai, ovvero “persona la cui intelligenza deriva dal predecessore”, cioè il cui potere magico gli è stato tramandato da un altro sciamano. Nel deserto centrale lo sciamano è il karadji, cioè “clever one” (quello intelligente). Nel Kimberley invece lo sciamano è gadun murrungaddu: “medico professionista che sa maneggiare cose magiche”.
È questa infatti l’abilità del medicine-man.

I primi antropologi che visitarono le tribù aborigene narrano di gente dai poteri magici straordinari. Fra questi quello di arrampicarsi su una corda sospesa nel nulla, attraversare spazi aerei con il solo ausilio di una corda che emergeva dal loro ventre, volare, camminare sulle braci ardenti, apparire e scomparire a piacimento, materializzare oggetti invisibili, levitare, apparire in diversi luoghi allo stesso tempo, vedere attraverso i corpi, percorrere lunghe distanze in un attimo, comunicare telepaticamente, essere chiaroveggenti.

Tutti questi poteri sono troppi per una persona soltanto. E così ogni sciamano aveva, o meglio ha, una propria specializzazione. Fra le tante c’è quella del medicine man, il medico tribale. Medicine-man significa “uomo-medicina”. Viene definito “medicina” per via della sua abilità di canalizzare l’armonia creatrice. Quest’armonia, che è la sostanza di tutti gli esseri, è medicina perché li rigenera.

Nel mondo degli Aborigeni Australiani la gente saggia ha il potere di accedere al Sognare ma non tutti hanno il potere di curare. Questi è infatti prerogativa del "medicine", altresì detto medico tribale. Il medico tribale, uomo o donna che sia, sa come estrarre la malattia dal corpo in forma di oggetto, ovvero sa estrarre l’oggetto che ha causato la malattia e sa come usare i rimedi naturali per curare.

Siccome esistono anche racconti di magia nera, ovvero negativa, che causa danno, occorre allora fare una distinzione fra il medico tribale e chi è autore di atti magici negativi: chiunque può essere causa di atti magici malvagi ma solo il medico tribale sa come neutralizzarne gli effetti. E sa anche come scoprire chi ha causato il male e come punirlo.

Secondo la cultura tradizionale, solitamente le persone che operano atti magici negativi sono individui che non hanno vinto i propri stati emozionali negativi. Possono così essere facilmente preda di gelosia, invidia, avidità e rabbia ed allora causano danno ad altri. Sono cioè vittime di uno spirito malvagio che approfitta della loro debolezza per arrecare danno ad altri.

Ovviamente il dire che questo individuo è preda di una forza estranea malvagia non è una scusante: il responsabile di atti magici malvagi si merita comunque una lezione proporzionata alla sua colpa e che gli serva ad imparare a controllare i propri stati disarmonici.

Questa lezione può essere impartita soltanto dal medico tribale o dal giudice tribale, i quali, al contrario dei comuni individui, acquisiscono a seguito di un duro e lungo training il completo controllo della propria mente e dei propri stati emozionali, che viene impartito proprio per evitare che si arrechi danno.

Il professor A. P. Elkin ha scritto un libro molto interessante sugli sciamani Australiani. Si tratta di “Aboriginal Men of High Degree” (Sciamani d’Australia, Raffaello Cortina Editore). Il termine “high degree” (alto grado) sta a significare che lo sciamano ha terminato tutti i gradi di iniziazione ed è quindi in grado di formare altri sciamani.

La definizione usata da Elkin "men of high degree" è molto più appropriata del termine "sciamani", dal momento che, solitamente, si intende come sciamano la persona che ha poteri curativi, mentre nel mondo aborigeno ci sono anche altre specializzazioni, come quella del rainmaker, che è colui che controlla la pioggia, o del giudice tribale, o del songmaker. Tutte queste persone divengono "di alto grado" quando hanno completato tutti i gradi di iniziazione ed allora tutti acquisiscono la capacità di governare l'energia curativa ma non sempre divengono abili nell'estrarre la malattia in forma di oggetto, prerogativa del medico tribale.

Elkin riferisce che il conferimento dei poteri magici viene operato dagli spiriti ed implica una morte simbolica: generalmente il postulante va nella foresta con uno sciamano più anziano, talvolta presso una particolare caverna ed aspetta. Dopo qualche tempo gli spiriti lo vengono a prendere e lo trasportano nell’aldilà. Qui lo smembrano e gli introducono nel corpo delle pietre magiche dalle quali derivano i suoi poteri. Poi lo riportano in vita. Quando torna alla gente della tribù il novizio viene accolto calorosamente: tutti pensano che sia lo stesso di prima perché gli assomiglia ma egli sa che non è più lo stesso. Anche se le pietre magiche gli conferiscono potere, il novizio non sa come usarlo. Imparerà solo in seguito, sotto la guida di uno sciamano più esperto.

Gli Spiriti inseriscono nel corpo del postulante delle pietre magiche simili a cristalli di quarzo, grazie ai quali esso acquisisce poteri magici e di guarigione. Dopo aver ingerito i cristalli, che sono spiriti viventi, gli uomini medicina possono volare in cielo o accedere all'aldilà per andare a consultare l'Antenato Creatore della loro zona tribale. Presso i Chepara , una tribù della zona di Brisbane, il potere dell'uomo medicina, così come il suo cristallo, era trasmesso di padre in figlio. I piccoli frammenti di quarzo provenivano da paludi profonde nelle quali dimorava il Serpente Arcobaleno. Gli uomini medicina sapevano dove tuffarsi per poterli trovare: alla fine dell'arcobaleno. Grazie ad essi erano capaci di staccare l'arcobaleno dal luogo in cui era ancorato in fondo al fiume. Potevano inoltre viaggiare nell'aria, sottoterra e sott'acqua.

Lo sciamano ha grandi poteri magici ma non li usa in modo egoistico.

Lo scopo sociale dello sciamano è infatti di mantenere l’armonia nella comunità. E non lo fa per interesse materiale, dal momento che il suo scopo personale non è il dominio sul mondo materiale ma l’acquisizione di sapere, che gli permette di liberarsi dai vincoli materiali.

Secondo lo sciamano infatti il nostro piano di esistenza, quello che possiamo vedere e toccare, non è l’unica realtà ma esistono altre realtà, altri mondi, ai quali può accedere grazie ai suoi poteri magici. Fa ciò per recuperare un’anime perduta, cioè per guarire un malato, o per chiedere agli spiriti quale sia la causa del turbamento della comunità o dell’individuo e come porvi rimedio.

Il mondo magico delle donne
Esistono anche donne-sciamano ma il professor Elkin tratta solo dei poteri magici degli sciamani maschi perché, essendo un uomo, ha avuto accesso solo alla informazioni che riguardano gli uomini. Nel contesto culturale aborigeno infatti gli uomini si occupano delle faccende da uomini, mentre le donne di quelle da donne. Essendo un uomo al professor Elkin doveva rivolgersi agli uomini, non poteva cercare informazioni presso le donne, che comunque non gliele avrebbero date: soltanto gli uomini pienamente iniziati possono accedere ai segreti delle donne.

Mircea Eliade invece ha seguito invece un diverso percorso di ricerca, basato sugli antichi testi e corroborato dalla grande sua esperienza di filosofo. E così, nel suo libro “La Creatività dello Spirito”, ci porta a conoscenza del mondo magico femminile presso le antiche tribù.

Una delle leggende più conosciute oggigiorno narra delle sorelle Wawilak: nel Tempo del Sogno le Sorelle Wawilak percorrevano il territorio creando grazie al potere che era contenuto nelle loro dilly bags (borse). Questo potere era il potere del Serpente Arcobaleno. Ma furono distratte dagli uomini e di conseguenza persero il loro potere. (Vedi documento sul Serpente Arcobaleno).

Eliade riporta che le donne Antenato sono molto indipendenti e spesso molto più potenti delle loro controparti maschili, i quali vivono in costante timore dei loro poteri. Furono le donne che fondarono tutte le cerimonie sacre ma i giovani uomini non lo sanno: fino a che passano l’iniziazione pensano che le donne servano solo a fare dei figli e che siano ignoranti riguardo al mondo spirituale.

Le Antenate Creatrici erano un tempo le legittime custodi dei poteri magici, delle cerimonie dei rituali grazie ai quali creavano e mantenevano in armonia la creazione. Gli uomini non avevano niente e se ne stavano tutto il giorno ad oziare. Erano però gelosi del potere delle donne, tanto che decisero di rubarglielo. Fecero ciò prendendo possesso degli oggetti di potere che venivano custoditi dalle donne nelle loro borse di medicina (dilly bags). E le donne glieli lasciarono.

Secondo una leggenda della terra di Arnhem la più anziana disse: “Ora gli uomini possono celebrare i rituali, noi non ne abbiamo bisogno… Noi sappiamo già tutto. Non abbiamo perso niente veramente, perché possiamo ricordarci tutto e possiamo lasciar loro quella piccola parte. Non siamo forse sacre, anche se abbiamo perso le nostre dilly bags?”

E così, come un tempo le donne Antenato lasciarono le cerimonie agli uomini, oggi le cerimonie vengono perlopiù celebrate degli uomini perché le donne “non ne hanno bisogno” : sono già sacre loro stesse perché possono comunque generare ed il potere di generare, cioè di creare vita dentro sè stessi, é il potere del Serpente Arcobaleno.

Nella zona di Ubar, un luogo cerimoniale dell’Arnhem Land, si dice che il didgeridoo fu creato dal king brown snake, una specie di serpente locale, il cui nome era Yirrwadbad. Essendo un Antenato Creatore, Yirrwadbad era sì un serpente ma era anche un uomo e più precisamente incarnava il principio vitale maschile.

Con il loro fare gli Antenati stabilirono le relazioni fra tutti gli esseri viventi e queste relazioni sono talvolta alquanto crudeli. Infatti gli Antenati Creatori sono esseri di grande saggezza ma sono anche simili agli umani e questo significa che non sempre sono buoni. E la leggenda che riguarda Yirrwadbad racconta che era un uomo molto cattivo.

Yirrwadbad aveva preso in moglie una giovane donna, la quale si rifiutava di andare a letto con lui. E la madre la sosteneva. Egli era molto arrabbiato per questo e decise di punire le due donne. Per far ciò si trasformò in serpente e si nascose in un tronco cavo. Quando le due donne passarono lì vicino fece i rumori di un Bandicoot. Le donne misero la mano nel tronco per catturarlo, lui le morse ed esse morirono. Era una fatto grave e per evitare di essere ucciso dai membri della tribù alla quale appartenevano le donne avrebbe dovuto offrire una cerimonia in loro onore.

Uscendo dal tronco cavo Yirrwadbad incontrò un canguro di nome Nadulmi e gli diede l'incarico di essere leader della cerimonia. Decisero insieme in merito ai canti e le danze da rappresentare. A Nadulmi fu dato un tronco cavo ed un piccolo bastone per percuoterlo e chiamare gli iniziati alla cerimonia.
Un grande canguro femmina, Karrurkeen, fu designata come capo e voce leader del rituale. Kolobarr, suo marito, dera in carica al del campo degli iniziati, dove doveva occuparsi i giovani ragazzi, incluso cacciare e cucinare, fino al momento di partecipare alla cerimonia. Ma questo ruolo impegnativo non piaceva affatto al marito.
Si consultò così con due gufi ed insieme decisero che i ruoli dovevano essere invertiti, dicendo a Karrurkeen che la sua voce non era abbastanza forte per i canti e le chiamate rituali necessari alla cerimonia. Le compagne di Karrurkeen erano molto arrabbiate ma lei le consolò dicendo che solo le donne possono generare figli e perciò sono molto più importanti degli uomini. E poi creò per le donne i loro canti e danze e certi richiami rituali da essere fatti in risposta agli uomini. Alle donne fu anche dato un laccio con attaccata una conchiglia da roteare durante le cerimonie. Infine due donne avrebbero scalato l’albero portato dagli uomini al campo danze durante la cerimonia.

E così le donne si fecero da parte, accontentandosi di ruoli marginali. Però il momento più importante della cerimonia, lo scalare l'albero che porta all'altro mondo, è per loro e viene loro offerto dagli uomini.

E questo significa che l'evoluzione spirituale dell'uomo, anche se avviene inizialmente a scapito delle donne che devono "cedergli il loro potere", simboleggiato dalle dilly bags, va infine a beneficio delle donne, perché un uomo di alto grado è un prezioso leader per la comunità ed è anche un prezioso maestro-sciamano ed un eccellente compagno.

Ma cosa significa essere il Serpente Arcobaleno?

D. Mowaljarlai, nel suo libro "Yorro Yorro, everything standing up alive" (edizioni Magabala Books) spiega che:

“Durante i suoi anni fertili la donna è legata ai cicli della terra: dare vita, nutrire, curare, dare continuità, rendere perpetuo e rendere servizio alle specie viventi – alla terra. Quando una donna muore non c’è bisogno di alcune cerimonia. Essa ritorna automaticamente al Wunggudd, il ciclo del Serpente Arcobaleno di vita–morte–rinascita. La terra è il suo ventre ed ella appartiene al Serpente. Il ruolo dell’uomo è diverso. Egli deve occuparsi degli aspetti spirituali e mantenere la connessione con le regioni cosmiche dove la Legge di Creazione è manifesta. E’ tenuto alla cerimonia, ai sacrifici, al giudizio ed alla guida nel contesto comunitario. Senza questi costanti servizi un uomo non può assicurarsi il suo passaggio tramite la morte verso un nuovo ciclo vitale. Deve guadagnarselo.”

E così la terra è il ventre della donna ed essa appartiene al Serpente Arcobaleno, perché Il Serpente Arcobaleno è il potere femminile della terra. Grazie a questa analogia, così come la terra è ricettiva, la donna è ricettiva: la donna “sente”, “percepisce”, “sa”, “intuisce” le cose, cosa che le rende più facile avvicinarsi alla comprensione della natura metafisica della realtà.

L’uomo, invece, è tendenzialmente razionale e per questo fatica molto di più a trovare la sua connessione con gli altri esseri e con l’infinito. Quando la trova però può essere un grande capo: si sa di diversi uomini che sono divenuti grandi sciamani e questo va anche a beneficio delle donne. Fra questi grandi sciamani ci sono anche i Songmakers.

Silver Owl - Yothu Yindi
I sit at home I see the full moon
In silhouette the owl is watching me
Across the water moonbeam shine

Silver lunar light the way
Ride the night sky
Silver owl fly away
Fly the night sky

Gaguwaliny nhulnhul
Gaguwaliny nhulnhul
Yawuyawu

Into the night
Where the sound of children
What will tomorrow bring for us

Stay the same and be myself
With firey eyes and shimmering light

Silver lunar light the way
Ride the night sky
Silver owl fly away

Silver lunar light the way
Ride the night sky
Silver owl fly away

Gaguwaliny nhulnhul
Gaguwaliny nhulnhul
Yawuyawu


Silver Owl - Gufo Argentato - Yothu Yindi
Siedo a casa vedo la luna piena
In silhouette il gufo mi sta osservando
Attraverso l’acqua il raggio di luna risplende

Argenteo lunare illumina il cielo
Cavalca il cielo notturno
Gufo argenteo vola via
Vola il cielo notturno

Gaguwaliny nhulnhul
Gaguwaliny nhulnhul
Yawuyawu

Nella notte
Dove il suono dei bambini
Cosa ci porterà domani

Rimanere lo stesso ed essere me stesso
Cavalca il cielo notturno
Gufo argentato vola via

Gaguwaliny nhulnhul
Gaguwaliny nhulnhul
Yawuyawu

Aborigeni - Songmakers: sciamani creatori di canti

"I bianchi ci chiedono spesso: Che cos'è il Sognare? Questa è una domanda difficile perché il Sognare è qualcosa di veramente grande per la gente aborigena. Nella nostra lingua, Yanuwa, chiamiamo il Sognare "Yijan". I Sognare crearono la nostra Legge o narnu-yuwa. Questa legge è il modo in cui viviamo, le nostre regole. Questa legge è le nostre cerimonie, le nostre canzoni, le nostre storie; tutte queste cose provengono dal Sognare. Una cosa che posso dirti è che la nostra Legge non è come la legge Europea che cambia sempre - nuovo governo, nuove leggi; la nostra Legge non può cambiare, noi non l'abbiamo creata. La Legge fu creata dai Sognare molto, molto tempo fa e fu data ai nostri antenati che la diedero a noi". (Dalle parole di Mussolini Harvey, della tribù Yanuwa - The Oxford companion of Aboriginal Art and Culture)

I Songmakers, come i medici tribali, sono coloro che conoscono meglio la Legge tribale: conoscono i canti di creazione e sanno come rappresentarli in canto, suono e danza. I Songmakers di High Degree, ovvero coloro che hanno raggiunto una piena iniziazione, sono anche in grado di recuperare nuovi canti e danze. Fanno ciò ricongiungendosi al proprio Sognare (totem).

Secondo la cultura tradizionale gli Antenati Creatori cantarono il mondo alla vita seguendo un sogno di creazione. Ad ogni essere creato diedero un nome, in virtù del quale esso esiste. Una volta terminato il loro percorso di creazione si ritirarono nelle loro creature o nelle loro dimore in terra o in cielo, che ancora vibrano del loro potere.

I canti e sogni degli Antenati sono la sostanza della creazione: questo significa che prima di divenire materia il suono è sogno. Chi è in grado di elevare la propria frequenza vibratoria fino a divenire suono e sogno può rappresentarli in materia.

Grazie all’opera degli Antenati, nel Tempo del Sogno fu rappresentato il Sognare in terra. E così il Sognare ed il Tempo del Sogno sono un'unica cosa ed è per questo motivo che spesso gli Aborigeni non fanno differenza fra Tempo del Sogno (Dreamtime) e Sognare (Dreaming). Infatti, essendo una riproduzione fedele del Sognare, il Tempo del Sogno è esso stesso il Sognare (Dreaming).

Le azioni degli Antenati sono invece note come "i Sognare" (Dreamings). Ma anche gli Antenati stessi vengono definiti "i Sognare". I Sognare sono in sostanza la storia dei luoghi così come la storia di chi è nato in quel luogo e di conseguenza ne è custode.

Il percorso compiuto da ogni Antenato Creatore durante le propria esistenza è un percorso di creazione, di canto e di sogno, conosciuto come “via di canto”, o “pista di sogno”.

Le vie dei Canti sono Sognare. Lungo le vie dei Canti esistono però luoghi di particolare potere, che sono pure Sognare, ovvero Luoghi di Storia. Questi luoghi sono sacri perché hanno una particolare energia e non vi possono accedere altri che i loro custodi tradizionali.

Ma esistono anche luoghi sacri ai quali non può accedere nessuno perché sono talmente potenti che la loro energia potrebbe far ammalare che li profana.

Le vie dei canti formano una complessa rete di comunicazione che collega molti territori fra di loro, molte tribù. C’erano vie di canto nella terra e nel cielo, o anche in mare. Si dice che siano delle linee di forza geo-magnetica che l'aborigeno poteva percepire grazie alla sua sensibilità. Alcune di queste vie venivano seguite durante le migrazioni.

Una via di canto può essere composta da più di trecento canti, ognuno dei quali è relativo ad un determinato luogo geografico. Ogni canto narra delle azioni di un determinato Antenato in un certo luogo. Questi canti vengono solitamente cantati durante le cerimonie tradizionali, i “corroboree” allo scopo di rigenerare la creazione di quel determinato Antenato. In questo modo i membri della tribù mantengono la creazione inalterata, assicurandosi abbondanza di cibo.

I canti e le musiche tradizionali che fanno parte delle vie dei canti vennero create dagli Antenati Creatori durante il processo di creazione. Questi canti, accessibili esclusivamente agli iniziati del clan, sono parte della terra. Risiedendo nella terra hanno un grande potere rigenerativo su di essa.

I gruppi tribali dipendevano dai poteri degli Antenati per assicurarsi abbondanza di cibo e per ricreare la terra. Questi poteri divengono più forti se richiamati tramite i canti, le danze e i dipinti creati dagli Antenati che vengono utilizzati durante cerimonie sacre e segrete. Durante questi particolari corroboree i danzatori e gli oggetti che essi usano si imbevono del potere sovrannaturale degli Antenati e vengono elevati in altro livello di esperienza. Alla fine delle cerimonie gli oggetti utilizzati vengono distrutti.

Vi sono canti tradizionali di molti tipi. Alcuni narrano la storia della tribù, altri servono per curare, per ferire il nemico, per chiamare od arrestare la pioggia o il vento. Ma vi sono anche canti che accompagnano le cerimonie di scambio (baratto) ed altri che servono per accompagnare il defunto alla sua dimora ultraterrena.

Siccome i canti risiedono nella terra, dalla terra è possibile recuperare nuovi canti. E’ questa l’abilità dello sciamano-musicista, o Songmaker, che usa i propri poteri magici per acquisire nuovi canti e cerimonie che poi insegna ai membri della tribù.

Il conferimento di poteri magici e terapeutici avviene ad opera degli Spiriti. Gli Spiriti iniziano il novizio ad una nuova vita, fare che viene per questo definito “iniziazione”. Vi sono diversi gradi di iniziazione e solo determinati individui hanno le doti e capacità di terminarli tutti. Questi individui vengono anche definiti “Medicine of high degree”, ovvero “Sciamani di alto grado” o più semplicemente “clever people” (gente intelligente).

In Arnhem Land il medicine man viene definito “ban-man”, che significa sia Medico Tribale che creatore di canti (Songmaker). Il ban-man che ha completato tutti i gradi di iniziazione viene definito “mororomorra”. E’ un medicine man di alto grado e può formare altri medicine come lui.

Il mororomorra ha grandi poteri magici, in virtù dei quali può viaggiare nell’aria, sottoterra e sott’acqua. Può viaggiare sottoterra e respirare sott’acqua perché il suo potere gli è stato conferito da Wunggurr, il Serpente Arcobaleno, che ha appunto questi poteri.

Il mororomorra recupera i nuovi canti dall’aldilà, precisa D. Mowaljarlai:

"Le origini di danze e canti nel mondo del Ngarinyin e le immagini provengono dal tempo in cui tutti erano senza legge, quando gli animali e gli uccelli erano umani nel Lalan-di (Sognare-Tempo del Sogno). Questo è il tempo in cui Wodoi (spotted nightjar) e Jun.gun (owlet nightjar), antenati che rappresentano opposte e complementari metà - rubarono oggetti dal creatore delle sacre leggi, Wibalma. Quest'uomo teneva tutte le cose sacre per sè. Wodoi e Jun.gun (n.d.r: sono due tipi di gufo) fecero bene a rubargliele e condividerle con la gente del loro clan (famiglia).

In quella circostanza cantarono questa canzone:

Cosa dovremmo fare, parlare come in un'assemble di persone?

Cosa dovremmo decidere in queste discussioni?

Vediamo che questa canzone era la prima idea, il principio di condivisione che impermea il nostro sistema sociale.

Questi Antenati che crearono idee sono i nostri antenati. Iniziarono le cerimonie i canti ed il sistema di scambio che regola il nostro sistema di matrimoni ed il circuito di condivisione di risorse fra i diversi clan del nostro territorio. (...)

Gli uccelli ed animali che ci portarono questi canti sono per noi gente di Legge che stava sveglia durante le notte e dormiva durante il giorno.

Durante Walungarri (cicli cerimoniali di iniziazione) noi recitiamo la parte degli animali in relazione con noi nel nostro sistema totemico, tutti della nostra famiglia. Gli umani divengono animali danzanti tramite il Walungarri, così come essi divennero animali durante il Lalan-di. (Un tempo tutti gli esseri erano umani che divennero animali ed altri elementi del territorio). (...)

Un compositore (banman) trova i propri canti presso gli Antenati Creatori che hanno forma di animale. Lo Spirito inizia ad insegnargli canti tramite Wunggurr (il Serpente Arcobaleno) nei luoghi di storia lungo il fiume e poi dona al banman delle pietre che sono soffici, come gelatina ma divengono dure quando sono fuori dal corpo. Divengono nuovamente soffici quando vengono immerse nell'acqua.

Wunggurr può anche depositare il suo uovo nel ventre del banman e questo uovo vi crescerà come se lo stomaco o ventre del banman fosse un marsupio (sacca). Talvolta un Wunggurr maschio e femmina procreano dentro al banman per dargli potere. Questo potere può essere facilmente perduto (violando la legge tribale) e molta gente perde il proprio serpente che lascia il loro corpo e possono indicare il marchio nella pelle lasciato dalla sua fuoriuscita.

Le bevande ed il cibo molto caldi (così come gli alcolici e le droghe) possono uccidere il serpente dentro al corpo. Ed allora la persona perde il potere di essere un compositore (o un medico tribale). Quando il serpente apre gli occhi dentro al corpo del compositore-dottore, lui o lei acquisisce una chiara visione ed un occhio brillante ed è in grado di guardare nel mondo dello Spirito.

Noi chiamiamo i medici (tribali) di alto grado mororomorra. Sono in grado di viaggiare nell'aria e sottoterra e sott'acqua. Possono respirare sott'acqua perché è da lì che proviene inizialmente il loro potere, da Wunggurr.

Quando un compositore visita Dulungun, l'isola dei morti, per trovare nuovi canti o danze, la melodia aderisce alla sua mente come una macchia, non può essere dimenticata - noi diciamo nyambalug - non ci deve pensare più perché la melodia è allacciata al compositore come una moglie a suo marito. Questo comporre chiamato yari-yari è come sognare ma non avviene come il sognare che conosciamo noi.

E’ un sognare perfettamente cosciente, durante il quale il medico tribale accede ad un’altra dimensione, il Sognare, pur essendo al contempo nel nostro mondo” e precisa che "non ci sono più dei grandi ban-man come una volta, perché a causa degli eventi occorsi durante la colonizzazione l'arte del ban-man sta andando perduta." (da: The Oxford Companion to Aboriginal Art and Culture – ed. Oxford University Press. Di David Mowaljarlai raccomandiamo il libro "Yorro Yorro: everything standing up alive - ed. Magabala Books)

Questo intervista rende sicuramente una chiara idea di quanto sia articolata la filosofia aborigena e di quanto sia stato perduto annientando i suoi depositari. La causa della perdita della cultura tradizionale fu la colonizzazione che, pur appartendo ad un tempo passato, continua tutt'oggi con le sue conseguenze a devastare la cultura aborigena e di tutti gli indigeni del mondo.

Our Generation - Yothu Yindi
Someone in the city
Gets a piece of paper
Someone in the bush
Holds the law in their hands

Last chance for freedom
In our generation
We're not the only people
In our generation

Cultures fuse in a global nation
Human rights for indigenous peoples
Learning life's lessons of old
You can't take it away
From our generation
Last chance for freedom
For our generation

In our generation
It's our generation...

Sending a message of hope
To the world
Love sees no colour
In everyone

In our generation
It's our generation


Our Generation - La Nostra Generazione - Yothu Yindi
Qualcuno in città prende un pezzo di carta
Qualcuno nell’entroterra
Ha la legge nelle proprie mani

È l ’ultima possibilità
di essere liberi
Nella nostra generazione
Noi non siamo l’unica gente
Nella nostra generazione

Le culture si fondono in un’unica nazione
Diritti umani per la gente indigena
Imparare a vivere è la lezione di un tempo passato
Non puoi portarla via
Dalla nostra generazione
L’ultima possibilità di essere liberi
Per la nostra generazione

Nella nostra generazione
E’ la nostra generazione

Inviando un messaggio di speranza
Al mondo
L’amore non fa differenze di colore
In tutti

Nella nostra generazione
E’ la nostra generazione

Aborigeni - Il Tempo del Sogno

Gli Aborigeni avevano un modo di vivere completamente diverso dal nostro. Vivendo a stretto contatto con la natura ne conoscevano profondamente lo spirito e ne rispettavano le leggi. Non avevano bisogno di altro che della loro mente e del loro corpo per sopravvivere, di conseguenza la loro tecnologia consiste nello sviluppo della loro agilità e delle loro doti psichiche e percettive, che perseguono talvolta con tanta destrezza da sviluppare grandi poteri magici.

Gli studiosi, basandosi sui reperti archeologici, hanno stabilito che il popolo Aborigeno è presente in Australia da circa quarantamila anni. Qualcuno ha anche azzardato l’ipotesi che la presenza Aborigena sul continente Australiano dati centocinquantamila anni ma non sono emersi elementi sufficienti a dimostrarlo. A detta degli Aborigeni invece, essi popolano l’Australia da sempre, ovvero dal Tempo del Sogno, il tempo della creazione.

Il Tempo del Sogno è il tempo in cui gli Antenati Creatori, noti anche come Spiriti Antenati, o più semplicemente Antenati, vennero sulla terra per creare.

Gli Antenati erano esseri di grande potere, in virtù dei quali potevano creare o distruggere, trasformarsi in qualunque cosa desiderassero, modificare le forme del territorio e curare. Seguendo un sogno di creazione, diedero forma al territorio e crearono ogni specie vivente. Una volta terminata la loro opera si trasformarono in elementi della creazione in cielo o in terra, ritirandosi in certi luoghi di particolare bellezza che ancora vibrano dei loro poteri.

Grazie all’opera degli Antenati, nel Tempo del Sogno fu rappresentato il Sognare in terra. E così il Sognare ed il Tempo del Sogno sono un'unica cosa ed è per questo motivo che spesso gli Aborigeni non fanno differenza fra Tempo del Sogno (Dreamtime) e Sognare (Dreaming). Infatti, essendo una riproduzione fedele del Sognare, il Tempo del Sogno è il Sognare.

Il Sognare è però anche qualcosa che va ben al di là di ciò che è presente sul nostro pianeta. È una dimensione senza tempo, nella quale coesistono diverse realtà. Ed è onnipresente, ovvero esiste parallelamente alla nostra realtà, tanto che vi si può anche accedere, avendo il potere per farlo.

Uno sciamano abile nell’accedere al Sognare può entrare tramite esso in ogni tempo ed in ogni dimensione, di ogni mondo possibile.

Oltre ad essere una dimensione senza tempo ed un ponte fra diverse realtà, il Sognare è anche una dimensione di grande saggezza. La gente saggia delle tribù sapeva come accedere al Sognare e trovava in esso le risposte a qualsiasi problema affliggesse l’individuo o la comunità.

La gente saggia delle tribù è conosciuta in altre parti del mondo con il termine generico di "sciamani". È questo un termine associato al potere curativo ma, presso gli Aborigeni, gli sciamani, cioè la gente saggia, non sono soltanto gente di medicina. Oltre al medico tribale ci sono infatti altre specializzazioni, fra le quali quella di giudice tribale, di songmaker o rainmaker.

Questi individui sono tutti sciamani ma c'è una differenza fondamentale fra di essi: mentre il medico tribale sa gestire la malattia, il songmaker, il rainmaker ed il giudice tribale possono anche non essere esperti in medicina tribale, ovvero non conoscono i rimedi erboristici e non sanno estrarre la malattia dal corpo materializzandola con le mani per poi eliminarla.

Quando l'individuo ha completato tutti i gradi di iniziazione è esperto in tutte le materie. E così in certi casi il medico tribale può anche essere il giudice tribale. Questo vale ovviamente anche per il songmaker ed il rainmaker.

Alla persona più colta della comunità, ovvero quella che conosce meglio la legge tribale, viene affidata dalla tribù la funzione di giudice tribale. Come il medico tribale, il giudice tribale è abile nell'accedere al Sognare. Essendo in grado di accedere al Sognare sa scoprire con certezza se una persona è colpevole del reato attribuitogli, ne conosce le motivazioni e sa quindi assegnare la giusta punizione.

Un tempo chi si rendeva colpevole di gravi crimini veniva punito con la morte o con l'allontanamento dalla tribù, cosa che poteva comunque risultare in morte. La gente aveva ovviamente molta paura di un simile destino e perciò i crimini erano molto rari.

Meno rare invece erano le semplici malefatte, che venivano punite ferendo il colpevole al polpaccio con una lancia. Il dolore era grande ma non rimaneva menomazione, perché il giudice tribale sapeva come piantarla. Questo tipo di punizioni sono vietate dal governo ma rimangono un ottimo deterrente in certe zone remote dell'Australia, perché chi le sperimenta raramente si ripete e così non c'è alcun bisogno di prigioni.

Ma ritorniamo al Sognare. Il Sognare è una dimensione atemporale ed onnipervadente, fonte di ogni vita e saggezza. Dal Sognare provennero gli Antenati Creatori, i quali crearono tutto in terra. Crearono seguendo un sogno di creazione, cioè crearono conformemente al Sognare.

Per far ciò gli Antenati, quando dormivano, accedevano al Sognare ed al risveglio si mettevano in marcia per riprodurre fedelmente tutto ciò che avevano visto. La creazione degli Antenati era così la rappresentazione del Sognare in terra ed aveva perciò una perfetta armonia. Una volta terminata la creazione ritornarono alle loro dimore nella terra e nel cielo ed i luoghi che hanno creato vibrano ancora del loro potere.

I concetti della cultura tradizionale sono molto complessi per la nostra cultura, tanto che in passato spinsero i bianchi a rifugiarsi in un rassicurante scetticismo. Per motivarlo gli antropologi affermarono che gli Aborigeni e gli Indigeni in generale, sono infantili sognatori. Ed in un certo senso è vero, gli Aborigeni sono come dei bambini, perché i bambini sono dei grandi sognatori. Ma al contrario dei bianchi gli Aborigeni, invece di reprimere questa naturale prerogativa, l'affinavano fino a divenire abili nell'accedere alla dimensione metafisica dell'essere, il Sognare, dalla quale tutto ha origine.

Essendo piuttosto rozzi, i bianchi dell'epoca non potevano arrendersi all'evidenza di non essere la civiltà più progredita della Terra. E quando gli sciamani, nel tentativo di far capire che erano evoluti, mostrarono le loro abilità magiche ai bianchi, furono accusati di essere degli imbroglioni che praticavano dei trucchi.

Oggi sappiamo che non è così. Sappiamo cioè che i poteri magici sono una realtà presso molti popoli antichi e sono tipici di persona di grande evoluzione interiore. Ne è esempio tipico il popolo Tibetano, presso il quale la casta sacerdotale, i cui rappresentanti più colti hanno grandi poteri magici, dirigeva tutta la comunità - e con il benestare della medesima.

L'identificazione fra gli Antenati Creatori ed il Sognare era tale che gli Antenati Creatori stessi sono il Sognare. Non a caso ad essi ci si riferisce talvolta come "I Sognare".

Il "sognarsi" in terra degli Antenati Creatori non è una metafora infantile. Secondo la cultura tradizionale infatti il sogno ha un grande potere e la padronanza del medesimo dà la possibilità di entrare consapevolmente in altre dimensioni. Se il potere di chi vi accede è sufficiente, è anche possibile rimanere in queste dimensioni ed operarvi coscientemente. Cosa che può essere messa in pratica soltanto dagli sciamani con un grande potere.

Per un Aborigeno tradizionale lo scopo evolutivo dell'essere è quello di identificarsi totalmente con il Sognare, così come facevano gli Antenati Creatori.

Gli Antenati Creatori sono esseri spirituali molto evoluti, cioè pienamente consapevoli della loro essenza. Essendo pienamente consapevoli hanno una completa padronanza della loro sostanza energetica e dunque hanno grandi poteri magici. Secondo la gente tribale d'Australia è questo lo scopo dell'esistenza, l'acquisire una simile conoscenza. Lo sciamano è colui che più assomiglia nel suo sapere agli Antenati Creatori. Non a caso gli Aborigeni sostengono che gli Antenati Creatori fossero (o siano) degli sciamani molto potenti.

Gli Antenati tramandarono il loro sapere alle tribù e lo scopo dell'esistenza dell'essere è per un Aborigeno tradizionale il divenire come loro. Per divenire come il proprio Antenato Creatore l'individuo si deve identificare totalmente con la creazione messa in opera dal medesimo esattamente come l'Antenato Creatore si identificava con il Sognare.

Coloro che riescono ad andare tanto in profondità nella cultura tradizionale acquisiscono una grande consapevolezza e perciò dei grandi poteri magici.
Questi tratti magico-sapienziali erano probabilmente patrimonio culturale dell'umanità del passato e si spiegherebbe così il motivo per cui nelle leggende di tutto il mondo si narrano storie di persone di grande consapevolezza e grandi poteri magici.

Le leggende degli Aborigeni narrano che gli Antenati emersero dalla terra, vennero dal cielo, talvolta si dice più semplicemente che vennero "da molto lontano".

Uno di essi, Wallanganda, un Wandjina del Western Australia, venne dalla Via Lattea su ordine del signore di tutte le galassie. Wallanganda vide che sulla terra c'era gente senza legge che vagava senza meta. Da solo non poteva fare nulla per queste persone ed allora ritornò dove era venuto per poi ripresentarsi sulla terra con altri Wandjina che come lui avevano il potere di creare. Ed insieme diedero una legge alla gente errante, diedero forma al territorio camminandoci sopra e crearono con la loro voce altri individui. Ad ogni individuo assegnarono poi un totem, cioè un'essenza energetica che corrispondeva ad una determinata specie, della quale la persona era direttamente responsabile. Prendendosi cura di questa specie l'individuo si prendeva cura di sè stesso.

Sia le leggende del Western Australia che quelle dell'Arnhem Land raccontano che durante il Tempo del Sogno c'erano soltanto umani sulla terra, che avevano però il potere di trasformarsi in altri esseri ed in particolare nel loro totem, cioè nell'archetipo naturale che caratterizzava l'Antenato Creatore che aveva dato loro vita. In seguito a certi eventi occorsi durante il Tempo del Sogno alcuni Antenati si trasformarono nel loro totem e rimasero in quella forma. E così gli animali e gli altri esseri non sono altro che gente che ha assunto altre sembianze ed è per questo che vanno rispettati.

In genere le leggende aborigene narrano di animali che pensano e si esprimono come umani, o di umani che divengono animali ma continuano ad esprimersi come umani. Secondo la cultura tradizionale infatti tutti gli esseri condividono la stessa origine e la stessa consapevolezza. Tramite questa comune origine tutto è correlato.

Nelle culture animistiche gli umani sono la rappresentazione in forma umana degli altri elementi della creazione: le varie essenze totemiche della creazione assumono forma umana per vivere esperienze comuni con esseri di natura completamente diversa. Ed hanno il dovere di custodire la creazione.

Gli umani hanno il compito di custodire la creazione perché essi stessi sono la creazione: se l'armonia della creazione venisse alterata gli umani cesserebbero di esistere.

Gli umani sono la creazione e perciò chi arreca danno all'ambiente naturale arreca danno a sé stesso. Chi viola l'armonia ambientale viola la legge tribale e va punito severamente, o dai membri della tribù o dal Serpente Arcobaleno.

Yothu Yindi - Timeless Land
I feel the spirit
Of the great sisters
Calling on me to sing
This is the learning
Of the great story
I'll tell you about this place
From the edge of the mountains
Fly down the valley
Down where the Snowy River flows
Follow the water
Down to the ocean
Bring back the memory

This is a timeless land
This is our land...

Just like the wise man
Who taught me the beauty
Of the creation times
The point where the mountain
Meets with the sky
Sparks a fire within my soul
Watching Mother Nature around me
Woman, creators, history
Finding these people
Up in the mountain
Sharing the same old song

This is a timeless land
This is our land...

This is a timeless land
This is our land


Yothu Yindi – Timeless Land - Terra Senza Tempo
Sento lo spirito
Delle sette sorelle (Pleiadi)
Che mi chiede di cantare
Questo è apprendere
La grande storia
Ti dirò di questo luogo
Dalla cima delle montagne
Vola verso la vallata
Giù dove scorre il Fiume Nevoso
Segui l’acqua
Fino all’oceano
Riporta indietro la memoria

Questa è la terra senza tempo
Questa è la nostra terra…

Proprio come l’uomo saggio
Che mi insegnò la bellezza
Del tempo della creazione
Il punto dove la montagna
S’incontra con il cielo
Accende un fuoco nella mia anima
Guardando Madre Natura intorno a me
Donna, creazione, storia
Trovando questa gente
Su nella montagna
Condividendo lo stesso antico canto

Questa è la terra senza tempo
Questa è la nostra terra…

Questa è la terra senza tempo
Questa è la nostra terra


Aborigeni - Cultura tradizionale

Gli Aborigeni Australiani sono uno dei pochi popoli nativi la cui cultura è arrivata vivente fino ai giorni nostri. Come tutte le tradizioni antiche è ricca di saggezza e lo dimostra il fatto che ha permesso loro di vivere in armonia con la terra fin dal Tempo del Sogno, il tempo della creazione.

La cultura degli Aborigeni d'Australia ha molto in comune con le culture indigene di tutto il mondo perché è animistica, ovvero insegna il rispetto per la creazione. Per un Indigeno tradizionale alterare l'armonia della terra significa far violenza a sé stesso, perché egli stesso è la terra, l’ambiente naturale, con il quale condivide la propria anima: mai e poi mai venderebbe la propria terra per denaro o interesse economico, perché si priverebbe della propria anima, oltre che della propria dimora.

L'antica saggezza
Secondo la cultura tradizionale l'individuo vive per evolversi, ovvero per imparare l'armonia con la creazione. Per far questo, nel corso della sua esitenza deve ricongiungersi al suo Sognare, cioè allo Spirito Ancestrale da cui proviene. Se, durante la sua esistenza, l'individuo è riuscito a realizzare l'identità con il suo Sognare, che è anche la controparte spirituale del territorio da cui proviene, al momento della morte si ricongiunge a questo Sognare, mentre la sua esperienza evolutiva va ad aiutare l'evoluzione della sua specie totemica e della Terra.

Per gli Indigeni, l'umanità ha il compito di custodire la creazione e custodendo la creazione custodisce sè stessa. La cultura moderna è ben lungi da sentire in questo modo. L'uomo moderno considera l’ambiente come una cosa separata da sé, inanimata, da sfruttare per arricchirsi e lo fa senza alcuna remora. I danni di questo credo sono evidenti: in poche centinaia d’anni di industrializzazione, la civiltà moderna ha portato l’ambiente ad un grado di inquinamento tale da essere pressoché irreversibile.

Questo, per un Indigeno, non è saggio e quindi non è civile. E non è nemmeno segno di intelligenza. Non lo è perché avvelenando l’ambiente, l’umanità compromette la propria sopravvivenza e la sopravvivenza dei propri figli e questo non è intelligente e nemmeno civile. Inoltre non c'è niente di civile nel portare via la terra agli altri, ridurli in schiavitù e fare scempio, cosa che non accade più in Australia ma purtroppo accade ancora in diverse parti del mondo.

È ormai evidente che le nostre leggi non sono una soluzione atta ad evitare l’autoavvelenamento della razza umana. È necessaria la maturità interiore. E allora l'unica via d’uscita sta in un cambiamento culturale, volto a riscoprire la saggezza degli antichi. In questo processo possono ben esserci da maestri i popoli nativi di tutto il mondo, proprio quelli che sono stati quasi completamente spazzati via dalla furia colonizzatrice degli invasori. Essendo entrati in contatto con la nostra civiltà, ne conoscono le problematiche e il vederle nel contesto della cultura antica permette loro di indicarci con maggiore chiarezza la soluzione.

L'animismo
C’è una differenza fondamentale fra la cultura moderna e la cultura indigena. Secondo la cultura moderna, l’uomo è superiore a tutti gli altri esseri viventi, i quali esistono solo per suo uso e consumo. Questa arroganza è tutt’ora supportata dall’insegnamento religioso, che vede nell’uomo un essere superiore, tanto è vero che che all'uomo viene attribuita un’anima, che viene negata ad animali e piante ed in certe culture anche alle donne.

Le culture indigene invece la pensano diversamente. Non a caso vengono genericamente definite “animistiche”. Il termine “animismo” deriva dalla parola latina “anima”. Secondo le culture animistiche tutto ciò che esiste ha un’anima consapevole: animali, piante, rocce, montagne, sorgenti, cascate, stelle, vento, sole, luna ed altro. Tutto ha un’anima, uno Spirito, che è spesso un essere di gran lunga più potente di noi umani e deve trattato con rispetto.

Nell’animismo non c’è separazione fra anima e spirito. Lo Spirito è la sostanza di tutti gli esseri, dunque siamo tutti spiriti. E tutti abbiamo un’anima. Di conseguenza, anima e spirito sono visti come un'unica entità. Esistono però esseri che non hanno un corpo a noi visibile perché hanno una diversa frequenza vibratoria dalla nostra. Questi esseri vengono comunemente definiti “spiriti”. Ce ne sono molti ed hanno solitamente grandi poteri magici. Possono apparire, scomparire, viaggiare sottoterra, spaccare le montagne, cambiare forma e dimensione, insegnare, uccidere, curare e talvolta appaiono come animali che parlano come umani. Queste entità spirituali sono talvolta particolarmente potenti, tanto che possono creare con la loro voce, volontà ed immaginazione. Sono questi gli Antenati Creatori degli Aborigeni Australiani.

Gli sciamani e il Sognare
In tutte le culture animistiche, esistono persone che fanno da intermediari fra gli spiriti e la gente: sono questi gli sciamani, che hanno il compito di mantenere l'armonia nella comunità e fanno ciò accedendo al mondo degli spiriti, abilità che viene acquisita in seguito ad un severo training. Grazie a questo training lo sciamano affina il proprio corpo spirituale al punto che vi si identifica totalmente e viene perciò definito uomo-spirito o donna-spirito. Nella cultura aborigena gli Antenati Creatori vengono talvolta definiti Spiriti Antenati perché sono gente ma sono spiriti, un po’ come lo sciamano. A differenza di quest’ultimo però sono infinitamente più potenti, in conseguenza della loro enorme forza spirituale. Sono questi gli esseri che hanno dato vita a tutto ed insegnato come vivere alle tribù.

Gli Antenati Creatori provengono e dimorano nel Sognare. Lo sciamano Australiano comunica costantemente con gli spiriti e con gli Antenati Creatori e può farlo grazie alla sua capacità di accedere al Sognare. Il Sognare è un tempo senza tempo, che compenetra anche la nostra dimensione. È cioè una dimensione sia sottile che terrena. Nel Sognare dimorano gli Antenati Creatori. Ma il loro potere spirituale è anche in terra, sia negli elementi che hanno creato che in certi luoghi di straordinaria bellezza.

La Creazione
Durante il Tempo del Sogno, il tempo della creazione, gli Antenati Creatori si sognarono in terra per creare materializzandosi dalla loro stessa eternità. Gli Antenati crearono riproducendo fedelmente ciò che esisteva nel Sognare e così la loro creazione era in perfetta armonia. Al termine della loro opera ritornarono da dove erano venuti, lasciando il loro potere spirituale in certi luoghi che sono particolarmente sacri agli Aborigeni Australiani. I luoghi in cui dimora il potere spirituale degli Spiriti Antenati, sono particolarmente sacri agli Aborigeni, perché sono luoghi di sapere. E sono tabù. Sono tabù perché vi possono accedere solo i custodi tradizionali, dal momento che ne conoscono la storia, cioè conoscono l’Antenato che li ha creati e la forza spirituale che esso esprime. Sono in arminia con la sua energia e si dice anche che quando una persona si avvicina ad uno di questi luoghi, questi “conosce” la persona. Se questa persona non è in armonia con il luogo potrebbe anche ammalarsi.

L'energia dei luoghi sacri luoghi sacri agli Aborigeni è talmente potente da entrare eventualmete in serio contrasto con coloro che non sono in grado di sopportarla, perché queste persone vibrano su una diversa frequenza, molto più grossolana rispetto a quella del luogo sacro.

I poteri magici degli sciamani
Le antiche leggende raccontano che la Terra ha già attraversato momenti difficili. In Australia ci fu un tempo di grande siccità e carestia, durante il quale Baiame, Antenato Creatore in New South Wales, tornò dalla sua gente in veste di sciamano per aiutarla ad uscire dalle difficoltà. Se vengono chiamati nel modo appropriato dalla gente tribale e se ce n’è effettivo bisogno infatti gli Antenati tornano fra noi. Ed allora si manifestano come sciamani dai grandi poteri magici.

La cutura aborigena è molto antica ed ha un grande sapere. Gli studiosi, basandosi su reperti archeologici di difficile datazione, hanno stabilito che il popolo Aborigeno è presente in Australia da quarantamila anni. Qualcuno ha anche azzardato l’ipotesi che la presenza Aborigena sul continente Australiano dati almeno centocinquantamila anni ma non sono emersi elementi sufficienti a dimostrarlo, dal momento che è impossibile datare il dipinto rupestre, perché è su pietra. A detta degli Aborigeni invece, essi popolano l’Australia da sempre, ovvero dal Tempo del Sogno, il tempo della creazione.

World Turning - Yothu Yindi
I've been looking for you
Searching for something new
You keep my feet on the ground
As you make my world turn around
Keep sending me signals
Don't let me fall by the way

And while the world
Is turning right
You show me the way
To your heart
'Cause when you call my name
It's like the world
Is turning right...

Burrkuwurrkumi
Raywa raywa raywuyuwa
Wirrkul madayin
Gaywagaywa gaywagaywa
Ditjuman nyaku gayawak
Raliya dhambal ngayili

And while the world
Is turning right
You show me the way
To your heart
'Cause when you call my name
It's like the world
Is turning right...

Come on show me the way
There is no turning back

It's turning right
Well it's turning right...

I've been looking for you
Searching for something new
You keep my feet on the ground
As you make my world turn around
Keep sending me signals
Dopn't let me fall by the way

And while the world
Is turning right
You show me the way
To your heart
'Cause when you call my name
It's like the world
Is turning right


World Turning - Mondo che gira - Yothu Yindi
Ti ho cercato
Cercando qualcosa di nuovo
Tu tieni i miei piedi sulla terra
Mentre fai girare il mio mondo intorno
Continui ad inviarmi segnali
Non lasciarmi cadere lungo la strada

E mentre il mondo
Sta girando nel verso giusto
Tu mi mostri la via
Per il tuo cuore
Perché quando pronunci il mio nome
E’ come se il mondo
Girasse nel vero giusto…

Burrkuwurrkumi
Raywa raywa raywuyuwa
Wirrkul madayin
Gaywagaywa gaywagaywa
Ditjuman nyaku gayawak
Raliya dhambal ngayili

E mentre il mondo
Sta girando nel verso giusto
Tu mi mostri la via
Per il tuo cuore
Perché quando pronunci il mio nome
E’ come se il mondo
Girasse nel verso giusto…

Dai, mostrami la via,
Non c’è un voltarsi indietro

Sta girando bene
Ecco sta girando bene…

Ti ho cercato
Cercando qualcosa di nuovo
Tu tieni i miei piedi sulla terra
Mentre fai girare il mio mondo intorno
Continui ad inviarmi segnali
Non lasciarmi cadere lungo la strada

E mentre il mondo
Sta girando nel modo giusto
Tu mi mostri la via
Per il tuo cuore
Perché quando pronunci il mio nome
E’ come se il mondo
Girasse nel modo giusto…

Aborigeni - Land Claims e Native Title

Per gli Aborigeni la terra non è un territorio da sfruttare ma è vita e cultura. Gli Aborigeni sono la terra, perché condividono con essa parte della loro anima. La loro cultura è fortemente connessa alla terra e ciò fa sì che non possano vivere senza di essa.

Dalle parole di Larry Laneley, co-fondatore della Woomera Aboriginal Corporation:

“Nel cuore di tutto c’è la terra.

E’ il modo in cui pensiamo e ci sentiamo nei confronti della terra che ci rende Aborigeni . Ed è l’unico modo per conservare la nostra cultura. Per molti, molti anni i nostri antenati hanno elaborato il modo in cui dovremmo vivere in questa terra. Come usare ciò che ci circonda e come fare per mantenere forte la relazione con tutto ciò che ci circonda.

Questa è la nostra cultura. Tutto il modo di essere degli Aborigeni – dipinti, canti, medicina, leggi, è in stretta relazione con la terra.

Ci sono molte cose che gli Europei non capiscono a proposito del modo in cui il bush (entroterra boschivo australiano) ci può aiutare.

Queste cose possono aiutare anche gli Europei quando il loro modo di vivere rende tristi le loro vite.
Noi insegniamo queste cose agli Europei.
Sono le cose che abbiamo sempre saputo.

Oggi la mia gente può vedere di più che un solo modo di vivere. Ora ci sono molte cose nelle nostre vite che non c’erano prima.

Le nostre vite stanno cambiando ma questo non significa che dobbiamo dimenticarci quelle cose che hanno richiesto migliaia di anni per scoprirle. Queste cose ci mantengono chiari di mente, forti interiormente e sulla giusta via.
Mostrano il giusto modo di vivere alla gente Aborigena.

I nostri corpi devono continuare a praticare le danze e vivere nel bush e devono continuare a fare gli artefatti che mantengono in vita le nostre abilità. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per mantenere la mente ed il corpo uniti fino a che non veniamo restituiti alla nostra terra e la terra ci rende ancora una volta tutt’uno." Da: Songs of Mornington Island – Budal Lardil – Larrikin Entertainment Pty.Ltd. - Australia 1993

È da tempo che gli Aborigeni lottano per riavere la loro terra, ovvero la loro vita e la loro libertà di esistere. Ed un modo per restituirgliela è stato trovato: i Land Claim, che però non vengono sempre accettati.

Il Land Claim è una richiesta di restituzione del territorio che può essere inoltrata al governo dal gruppo tribale di appartenenza. Se il Land Claim viene accettato, dà diritto al Native Title. Il Native Title (Titolo Nativo), è un diritto legale acquisito dagli Aborigeni e Torres Strait Islander nel 1992 e riguarda i territori non occupati e non sensibili di sfruttamento minerario, pastorale o edilizio.

Gli Aborigeni non hanno avuto alcun diritto legale sulla loro terra fino al 3 Giugno 1992, quando Eddie Mabo ed altri Torres Strait Islander vinsero la causa legale inerente una richiesta di restituzione del territorio intentata contro il governo di Stato del Queensland.

Quel giorno la Corte rigettò la nozione che l’Australia era Terra Nullius (terra di nessuno) al tempo dell’occupazione da parte degli Europei, accettando i diritti di Titolo Nativo (Native Title).

Il Native Title consiste nei diritti degli Aborigeni e Torres Strait Islander sulla loro terra e sulle loro acque possedute secondo le leggi tradizionali e tradizioni, che sono oggi riconosciute dalla legge australiana nel Native Title Act.

Il Native Title Act sancisce che gli Aborigeni e Torres Strait Islander che ancora custodiscono la cultura tradizionale possono chiedere il Native Title sulla loro terra e, se il caso viene accettato e riconosciuto dalle autorità, scatta l'acquisizione del Native Title. Nel caso che essa sia già occupata da gente o da strutture commerciali, agricole, pastorali o residenziali o altro, non potrà essere loro restituita ma verrà loro garantito un compenso economico. Se questo compenso non è sufficiente possono fare ricorso. In questo caso il tribunale cercherà un accordo fra le parti ma se questi non si dovesse trovare dovrà essere accettata la decisione del giudice.

Il Native Title può essere richiesto da quegli Aborigeni che hanno mantenuto la loro cultura tradizionale e una connessione continuata con le loro terre e le loro acque. Se il Land Claim viene accettato verrà stabilita una forma di compensazione economica per i nativi che lo richiedono e verrà loro concesso il territorio richiesto in uso per un certo periodo di tempo, al termine del quale diverrà Parco Nazionale.

Il Native Title può essere richiesto da quei nativi che hanno mantenuto una connessione continuativa con la loro terra e con le loro tradizioni. Devono però dimostrare questa connessione, mostrando alle autorità governative i loro luoghi sacri e descrivendone funzione e tradizione. È questo un compito alquanto difficile da adempiere per la maggioranza dei nativi, che sono stati forzati durante la colonizzazione ad abbandonare le loro terre e la loro cultura.

Coloro che hanno dovuto abbandonare la loro terra ovviamente non hanno potuto mantenere una connessione continuativa con la medesima e difficilmente possono riaverla.

Inoltre i luoghi sacri sono i luoghi di storia, quelli in cui sono impressi con particolare evidenza i segni del passaggio degli Antenati Creatori e la legge tribale vuole che i luoghi sacri e la loro funzione e tradizione non possano essere rivelati ad estranei, i quali potrebbero farne cattivo uso. In questo caso le richieste della legge sono in contrasto con le vie tribali.

È possibile che possano coesistere interessi tribali con gli interessi nazionali che prevedono la costruzione di infrastrutture, dal momento che questi ultimi, come vuole la legge, verrebbero esercitati lontano dai luoghi sacri. Ma per i nativi di sacro non ci sono solo i luoghi di storia definiti tali: tutto il loro territorio è ugualmente sacro, in esso sono impressi gli eventi della creazione riguardanti la tribù e non dovrebbe essere alterato in nessun modo. Questi eventi si sono svolti in certi luoghi di particolare bellezza che sono sacri. Questi luoghi di storia sono collegati fra loro dalle vie dei canti, che sono sacre e siccome tutto il territorio circostante è in relazione con le vie dei canti oltre che con i luoghi di storia, è ugualmente sacro.

Questa sacralità generalizzata è in netto contrasto sia con la costruzione di infrastrutture, come le strade o il deposito di materiali radioattivi, sia con l'estrazione mineraria, che prevede che vi si scavino voragini usando l'esplosivo e che si raffinino i minerali in modo tale da avvelenare il territorio circostante.

E così anche gli interessi nazionali che vengono posti in atto dopo l'estinzione del debito del governo con i nativi rappresentano una minaccia per la cultura degli Aborigeni e quindi per la loro sopravvivenza.

Se la richiesta di Native Title viene accettata, il territorio viene quotato dagli organismi competenti, la tribù viene risarcita per la perdita del medesimo con un compenso economico ed avrà in uso questo territorio fino a che detto compenso sia stato interamente pagato. Al termine di questo periodo il territorio in questione diverrà Parco Nazionale ed ai nativi ne verrà affidata la custodia.

La legge sulla tutela dei Parchi Nazionali prevede che essi siano area di conservazione di flora e fauna. Ma questi territori sono comunque di proprietà del governo, il quale si riserva di disporne qualora vengano a coesistere interessi nazionali, come per esempio l'estrazione mineraria o la costruzione di infrastrutture.

Qualora il governo decidesse di eseguire interessi nazionali su di un territorio in cui il debito conseguente all'acquisizione di Native Title sia stato estinto (pagato) potrebbe farlo anche senza consultare la gente tribale. È quanto accade in Arnhem Land, dove si sta avvelenando territorio e gente con l'estrazione di uranio (vedi parte finale della pagina dedicata al Serpente Arcobaleno).

Come abbiamo visto, il Native Title può essere richiesto da quei nativi che hanno mantenuto una connessione continuativa con la loro terra e con le loro tradizioni, nonostante che, essendo stati radunati in Missioni, siano stati forzati a perdere la continuità con la loro terra e con la loro tradizione.

Ma nonostante questo oggi ci sono molte richieste di Native Title. Sono molte perché non tutti i nativi sono stati allontanati dal loro luogo tribale di origine. Alcuni sono stati impiegati come manodopera proprio sul medesimo e così hanno potuto mantenere una continuità con la loro tradizione. E questo vale anche per le Missioni: ci sono nativi che sono stati internati in Missioni costruite proprio sul loro territorio tribale e dunque non hanno perso la continuità con la loro tradizione. Queste persone possono chiedere il Native Title per conto di tutta la loro famiglia tribale.

Talvolta diversi gruppi tribali chiedono la restituzione dello stesso territorio. Questo accade perché i gruppi tribali non sanno più esattamente quale è il loro territorio di origine dal momento che, in molti casi, non è stato tenuto alcun registro sull’origine dei nativi rinchiusi nelle Missioni.

Comunque sia, il Native Title invoglia la gente tribale a ritrovare le proprie radici culturali e le proprie connessioni territoriali e tribali. Ma non tutte le richieste di restituzione del territorio possono essere accettate, dal momento che in molti casi sono relative a territori già occupati, sia da coloro che li hanno comprati o che li occupano con strutture commerciali o agricole, sia dalle città ed infrastrutture urbane.

In questo caso gli Aborigeni si sentono derubati della loro terra, del loro diritto di esistere e sentono che ancora una volta i colpevoli della loro sofferenza sono i bianchi. Di conseguenza, specialmente nelle grandi città, dove il livello di disoccupazione, povertà e disperazione è molto alto, tutta la loro frustrazione si riversa in violenza, abuso di droghe ed alcol. Per mantenere un controllo sulla situazione la polizia li arresta e anche questo non risolve il problema: gli Aborigeni, che rappresentano solo il tre per cento della popolazione Australiana, sono il sessanta percento degli ospiti delle prigioni. Ed una volta in carcere molti si suicidano, mentre altri vengono percossi a morte. Le autorità cercano una soluzione a questo problema ma questa soluzione è in contrasto con gli interessi economici del paese, perché sta nel permettere agli Aborigeni di riavere la terra che non possono più riavere.

Di tanto in tanto vengono inviati presso le comunità Aborigene degli antropologi che hanno il compito di raccoglierne la tradizione culturale. Ed i loro resoconti sono scoraggianti: la tradizione culturale è stata sostituita dagli alcolici e dalla violenza e la cosa peggiora.

Ma chi di loro si ferma a lungo con la tribù sa che la tradizione culturale non è andata completamente perduta. Ha semplicemente preso altre vesti. Gli Aborigeni non sono più nomadi, non cacciano più tanto e non celebrano le antiche cerimonie, che sono andate perdute. Ma l'amore per la terra ancora ricopre come sempre con il suo magico manto l'Australia Aborigena.

In sostanza, la cultura tradizionale si è adattata alla vita moderna e nelle chiese al cristianesimo. Ma esiste ancora ed è vibrante di spiritualità. Le vie tribali sono talmente affascinanti che molti degli antropologi che si sono recati presso gente tribale per studiare la loro cultura ci sono rimasti, o comunque dopo molti anni di convivenza hanno imparato tanto che della loro cultura danno resoconti di una bellezza straordinaria.

La cultura tradizionale c'è ancora: è nelle mani degli anziani e viene ancora tramandata. La soluzione del problema di violenza ed alcolismo che affligge pesantemente le comunità Aborigena è dunque nell'ascoltare le richieste degli anziani leader della tribù, che possono aiutare i giovani a ritrovare la loro connessione spirituale con la terra.

Ma la gente tribale ha comunque bisogno del supporto dei bianchi, perché lo sviluppo comunitario avviene in seno alla società dei bianchi e loro non la capiscono ed in particolare non ne capiscono le complesse adempienze burocratiche. Di qui il bisogno di riconciliazione, cioè di vedere le due culture cooperare in armonia per costruire un futuro migliore per tutti.

Mabo - Yothu Yindi
Terra nullius, terra nullius
Terra nullius is dead and gone

We were right
That we were here
They were wrong
That we weren't here

Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili
Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili

Mirriam people are dancing
Pastime heoes are dancing too
Mabo's spirit is sailing
Telling the world a story

Terra nullius,terra nullius
Terra nullius is dead and gone
Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili...

We were right
That we were here
They were wrong
That we weren't here...
Mabo's law is standing firm
Shedding power
For us to be strong
Spirit, law, culture and all
Showing the world
See our law

Terra nullius, terra nullius
Terra nullius is dead and gone

We were right
That we were here
They were wrong
That we weren't here

Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili
Bapayili bapayili
Bapayili bapayili


Mabo - Yothu Yindi
Terra nullius, terra nullius
Terra nullius è morta e andata

Noi eravamo nel giusto
Che eravamo qui
Loro erano nel torto
Che non eravamo qui

Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili
Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili

La gente Mirriam sta danzando
Ed anche gli eroi del passato danzano
Lo spirito di Mabo sta navigando
Raccontando al mondo una storia

Terra nullius, terra nullius
È morta e andata
Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili...

Noi eravamo nel giusto
Che eravamo qui
Loro erano nel torto
Che non eravamo qui

Sulla legge Mabo si può contare
La caduta del potere
Perché noi si possa essere forti
Spirito, legge, cultura e tutto il resto
Mostrano il mondo
Guarda la nostra legge

Terra nullius, terra nullius
È morta e andata

Noi eravamo nel giusto
Che eravamo qui
Loro erano nel torto
Che non eravamo qui

Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili
Liya balburrk bapayili
Liya waltjan bapayili



Come afferma il testo di questa canzone, il concetto di terra nullius è finito, morto e sepolto. Ma purtroppo ne permangono le conseguenze: ancora oggi gli Aborigeni devono lottare duramente per riavere la loro terra, che non hanno mai concesso né venduto.

Eppure le istruzioni date al capitano Cook nel 1987 erano chiare: "Dovete cercare in qualsiasi modo di aprire un dialogo con i nativi e di conciliare con le loro affezioni aderendo a tutti i nostri soggetti di vivere in amicizia con loro. Se uno qualsiasi di questi soggetti dovesse distruggerli o interrompere in qualsiasi modo le loro numerose occupazioni è nostro volere e piacere che puniate chi ha causato loro tali offese, in accordo con la gravità delle medesime"...

Ma le cose andarono molto diversamente e la Seaman Aboriginal Land Inquiry (1983-84) spiega come gli Aborigeni vennero privati delle loro terre.

"Le relazioni fra i primi coloni e gli Aborigeni vennero stabilite sull pretesa che l'Australia fosse terra non occupata (terra nullius) pur sapendo della presenza di Indigeni. Questo condusse alla fantasia legale che l'Australia fu colonizzata piuttosto che conquistata. "Colonia" significa che la legge dell'Inghilterra sarebbe stata applicata in tutto lo Stato. Se fosse stata "conquistata" invece si sarebbero dovute conservare le leggi indigene con la riserva di introdurre nuove leggi"...